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	<title>malcom &#187; iphone</title>
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		<title>Waiting for PiggySMS 2</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 22:49:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo un po di latitanza sul progetto sono tornato a lavorare su PiggySMS: una nuova interfaccia completamente rivista, parecchie nuove funzioni (storico dei messaggi, modelli etc.) ma soprattutto la novità che molti utenti aspettavano sin dalla prima versione: la compatibilità con il server di JackSMS e la possibilità di risparmiare davvero molto sul costo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un po di latitanza sul progetto sono tornato a lavorare su PiggySMS: una nuova interfaccia completamente rivista, parecchie nuove funzioni (storico dei messaggi, modelli etc.) ma soprattutto la</p>
<p>novità che molti utenti aspettavano sin dalla prima versione: la compatibilità con il server di JackSMS e la possibilità di risparmiare davvero molto sul costo di un messaggio  (per chi non ha tariffe flat il costo di un SMS è di appena 2cent di euro). I primi test inizieranno a Febbraio, la versione definitiva è prevista per la fine dello stesso mese.</p>
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		<title>Il controllo su AppStore e i malumori degli sviluppatori</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:52:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il coro di voci contrarie alle politiche dell&#8217;AppStore si è arricchito in questi giorni di un altro nome di &#8216;prestigio&#8217;: Joe Hewitt che hacurato la realizzazione dell&#8217;applicazione Facebook per iPhone ha deciso di abbandonare la piattaforma per tornare a lavorare sul web. A lui si è aggiunto anche Justin Williams di Rogue Amoeba (team specializzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il coro di voci contrarie alle politiche dell&#8217;AppStore si è arricchito in questi giorni di un altro nome di &#8216;prestigio&#8217;: <a href="http://blog.debiase.com/2009/11/facebook-e-apple-controllo-e-r.html">Joe Hewitt</a> che hacurato la realizzazione dell&#8217;applicazione Facebook per iPhone ha <a href="http://www.mirror.co.uk/news/technology/2009/11/12/facebook-app-developer-ditches-iphone-115875-21817243/">deciso di abbandonare la piattaforma</a> per tornare a lavorare sul web. A lui si è <a href="http://arstechnica.com/apple/news/2009/11/respected-developers-fleeing-from-app-store-platform.ars">aggiunto anche Justin Williams</a> di <a href="http://rogueamoeba.com/">Rogue Amoeba</a> (team specializzato nell&#8217;audio, conosciuto di più in ambito mac che non su iPhone).<br />
Così se in valore assoluto la piattaforma non ne risentirà troppo (questo almeno nel medio periodo), c&#8217;è anche da dire che proprio da questo genere di persone sono nati i programmi di maggior successo che cavalcano ancora oggi le classifiche dello Store&#8230; nonchè quelli più curati sia dal punto di vista grafico che tecnologico (cosa che gli utenti Mac sanno molto bene).</p>
<p>Per Joe si tratta di una questione che <strong>trascende un pò la gestione tecnico/politica dello store, sconfinando più in un discorso generico sulla libertà di sviluppo</strong>: pur sottolineando la possibilità di Apple di poter scegliere come far girare gli ingranaggi di AppStore senza doverne rendere conto a nessuno, ritiene che questo insieme di regole (<em>che spesso non hanno contorni ben definiti -ndr.</em>) venute dall&#8217;alto e non create dalla comunità, non facciano altro che danneggiare sviluppatori da una parte e utenti dall&#8217;altra.</p>
<p>Nel frattempo un&#8217;altra notizia sta facendo il giro della rete: sembra dato per certo che Apple abbia <strong>introdotto nella stanza dei bottoni dello Store un tool in grado di verificare automaticamente la presenza di chiamate ad API</strong> private da parte di un programma.<br />
La cosa deve aver scosso parecchi (ignoranti) tanto che perfino <a href="http://gizmodo.com/5405978/iphone-apps-have-to-be-approved-by-robots-now-too">Gizmondo ieri pubblicava un articolo dai contorni davvero sinistri</a> e apocalittici&#8230; per un momento ho creduto di aprire Repubblica (poi mi sono accorto che mancava la petizione della settimana):</p>
<blockquote><p><em>&#8220;iPhone Apps Have to Be Approved by Robots Now, Too&#8221;</em></p></blockquote>
<p>che suona più o meno come <em>&#8220;Le applicazioni sullo store saranno approvate da &#8216;Robot&#8217;&#8221;</em>. L&#8217;articolo apre con un</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Sounds sinister, right? That&#8217;s probably because I replaced the word &#8220;computers&#8221; with &#8220;robots!&#8221; For effect! But no, still, this is at least insteresting [...]&#8220;</em></p></blockquote>
<p>Messo così certamente può suonare un attimino sinistro. Soprattuto per tutti coloro che di sviluppo software sanno poco o niente.<br />
Queste persone avranno immaginato che Zio Steve avesse licenziato la (poca) manovalanza addetta alle verifiche per rimpiazzarla con tutti HAL 9000 d&#8217;alluminio satinato.<br />
L&#8217;articolo in questione deve aver talmente intrigato i lettori che nel giro di qualche ora le testate nostrane <a href="http://www.ispazio.net/71503/apple-inizia-ad-utilizzare-un-nuovo-tool-durante-il-processo-di-approvazione-delle-applicazioni-e-rifiuta-quelle-che-usano-api-private">erano già pronte</a> con la traduzione italiana opportunamente  amplificata (con mia grande sopresa questo articolo manca ancora su Melablog&#8230;ma li capisco vista la bufera di queste settimane).</p>
<p><strong>In realtà la notizia non ha niente di sconvolgente</strong> (men che meno di apocalittico); ad ogni modo prima di spiegarvela è necessario fare una breve premessa sulla dicitura &#8220;API Private&#8221; (cosa che evidentemente in pochi sanno).</p>
<p>Le Application Programming Interface, o API appunto, sono un insieme di funzioni disponibili al programmatore, di solito raggruppate a formare un set di strumenti specifici per un determinato compito: ad esempio potrebbero essere tutte le funzioni offerte per gestire la fotocamera o la connesione di rete.<br />
Le API vengono rese pubbliche quando la loro implementazione risulta completa e non soggetta a cambi profondi (freezed); questa procedura si rende necessaria affinchè gli sviluppatori possano essere tutelati in caso di aggiornamenti dell&#8217;OS. Ovviamente nulla vieta alla società di poterle in futuro aggiornare; in questo caso però sarà tenuta a fornire retrocompatibilità per un certo lasso di tempo (si parla quindi di funzioni deprecate).</p>
<p><strong>Il fatto che delle API siano private non è quindi un modo per fare dispetti ai poveri programmatori ma soltanto per dire &#8220;occhio, quel set di funzioni è ancora soggetto a grandi cambiamenti, non è documentato etc etc&#8221;.</strong><br />
Tecnicamente è possibile quindi utilizzare delle API private, a patto di comprenderne il loro modo d&#8217;uso e di accettare il fatto che il proprio software potrebbe non funzionare correttamente in futuro.</p>
<p>Siccome nel caso in questione non si parla di un computer, ma di un device mobile, mi pare piuttosto naturale che Apple cerchi di tutelare gli utenti dalla possibilità di avere un software che potrebbe un giorno piantarsi senza nessun apparente motivo (ovviamente Apple ha anche tutta l&#8217;intenzione di tutelare la propria immagine e quella del dispositivo evitando che questo sia possibile; in questo senso è rimasta coerente con i principi iniziali).</p>
<p>In questa ottica la necessità di controllare se un programma faccia chiamate a funzioni non ancora pubblicamente stabili/disponibili pare allora la cosa più naturale del mondo. E se è automatizzato (mi sorprende in effetti che prima non lo fosse) non ha niente di così trascendentale (con un debugger e un pò di esperienza si può fare lo stesso su qualunque computer).<br />
Anzi mi pare un modo per accellerare un iter burocratico davvero troppo lento.</p>
<p>Questo sembra averlo capito anche l&#8217;articolista che verso metà articolo prova a spiegare la stessa cosa smorzando un pò i gli animi allarmisti (purtroppo per coerenza con il titolo il finale torna ad essere piuttosto stupido &#8221; Congratulations, developers! Your next appeal against app rejection will be to a piece of software, which has no capacity to feel your pain&#8221;).<br />
Così se almeno a Gizmondo lo hanno capito sembra che nel bel paese sia passato, al solito, solo la parte distruttiva: <a href="http://www.iphoneitalia.com/il-tool-automatico-che-rifiuta-le-applicazioni-su-appstore-66689.html">iPhoneItalia parte lanciata</a> con un:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Il tool automatico che rifiuta le applicazioni su AppStore&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Il resto dell&#8217;articolo viaggi su binari molto più generici (probabilmente il &#8216;giornalista&#8217; si era stufato già di tradurre) ma conclude con una bella frase ad effetto:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;[...] Questo significa che da oggi in poi gli sviluppatori dovranno usare solo le API consentite da Apple, pena il rifiuto automatico!&#8221;</em></p></blockquote>
<p>(sui commenti stendo un velo pietoso, non è mia abitudine &#8220;sparare sulla croce rossa&#8221;).</p>
<p>Tornando alla situazione dell&#8217;AppStore concordo in linea di massima con quanto detto da <a href="http://blog.debiase.com/2009/11/apple-controllo-e-pregiudizio.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+debiase%2FQEEp+%28Luca+De+Biase%29">Luca De Biase sul suo blog</a>; i problemi centrali dell&#8217;AppStore sono fondamentalmente due:</p>
<div id="attachment_1566" class="wp-caption alignright" style="width: 262px"><a href="http://www.cio.com/images/content/articles/body/2009/05/AppStoreComic.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1561]" title="AppStoreComic"><img class="size-full wp-image-1566" style="margin: 10px;" title="AppStoreComic" src="http://www.malcom-mac.com/home/wp-content/uploads/2009/11/AppStoreComic.jpg" alt="AppStoreComic" width="252" height="399" /></a><p class="wp-caption-text">Il processo di approvazione. Dovrebbe far parte delle doc ufficiali....</p></div>
<ul>
<li><strong>l&#8217;estrema lentezza nell&#8217;approvazione delle applicazioni</strong>: i tempi si sono certamente ridotti ma in un contesto così dinamico come quello mobile due settimane di wait and stop sono veramente tante; questo è tanto più vero nel caso in cui si tratti di aggiornamenti volti a correggere errori gravi. Sarebbe molto più accettabile un canale privilegiato per gli aggiornamenti (dove magari il check è fatto a posteriori) e tempi medi nell&#8217;ordine di 5-7 giorni.</li>
<li><strong>- le regole poco chiare</strong>: il fatto che si bocci per un non nulla è davvero inquietante. Si vedono centinaia di applicazioni dall&#8217;user experience a dir poco allarmante e se ne boccia una perchè magari non da errore in caso di mancanza di rete. Ci sono almeno 80 applicazioni per chiamare velocemente un numero cliccando l&#8217;icona (fatevi di conto che si tratta di un poche decine di righe di codice) e ci si preoccupa di errori grossolani.</li>
</ul>
<p><strong>E&#8217; indubbio che questo stato di cose dovrà cambiare</strong>; è sopratutto necessario che questo avvenga prima che l&#8217;emorragia di persone importanti (di quelle che tengono veramente alla piattaforma, non di tutte quelle aziende che spremono dove si può finchè si può) sia troppo evidente. E lo si deve fare in vista di una concorrenza, quella di Android, che presto farà sentire il proprio peso.<br />
Rubo la conclusione migliore a Luca:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;[...] Troppa segretezza e troppo autoritarismo, generano sospetti e malumori: per sconfiggerli, talvolta, basta spiegare meglio i fatti.&#8221; </em></p></blockquote>
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		<title>Storie dell&#039;AppStore</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 10:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>malcom</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta sembra che il più grande nemico di Apple non sia Microsoft, o Google o qualsiasi altra azienda dell&#8217;IT. Ciò che sembra fare più paura è ancora una volta quella poca chiarezza che per anni ha rappresentato uno dei grossi talloni d&#8217;achille in quel di Cupertino. L&#8217;ultima grande silurata dall&#8217;App Store è Google. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta sembra che il più grande nemico di Apple non sia Microsoft, o Google o qualsiasi altra azienda dell&#8217;IT. Ciò che sembra fare più paura è ancora una volta quella poca chiarezza che per anni ha rappresentato uno dei grossi talloni d&#8217;achille in quel di Cupertino.</p>
<p>L&#8217;ultima grande silurata dall&#8217;App Store è Google. Justin Williams, programmatore di VoiceCentral (un client che sfrutta Google Voice) si è visto rifiutare <a href="http://www.riverturn.com/blog/?p=455">l&#8217;approvazione</a> per i soliti imbarazzanti quanto assurdi motivi:<span id="more-1360"></span></p>
<p>&#8220;Anzichè dirmi che la mia applicazione [Google Voice] duplicherebbe le funzionalità offerte dall&#8217;iPhone [il telefono stesso?] Apple dovrebbe essere più chiara a riguardo: mi dovrebbero dire che questa app compete con un prodotto Apple già esistente o comunque con qualcosa offerto dai suoi carrier esclusivi, AT&amp;T in testa.<br />
Preferirei una posizione più trasparente anzichè le solite spiegazioni senza senso&#8221;.</p>
<p>Nel suo blog Justin riporta una trascrizione per sommi capi della telefonata avuta con un certo Richard di Apple:</p>
<blockquote><p>Richard: <em>&#8220;La chiamo per dirle che VoiceCentral è stato rimosso dall&#8217;App Store poichè duplica features già presente su iPhone&#8221;</em></p>
<p>Justin: <em>&#8220;Non capisco: TextFree, Skype, Fring o iCal non sono considerati duplicati?&#8221;</em></p>
<p>Richard: <em>&#8220;Non posso discutere di altre applicazioni con lei&#8221;</em></p>
<p>Justin: <em>&#8220;Non voglio discutere delle altre applicazioni ma di come le regole dello Store siano controverse e facilmente adattabili&#8221;</em></p>
<p>Richard: <em>&#8220;Posso solo dirle che la sua applicazioni duplica funzionalità già esistenti e può confondere gli utenti. E&#8217; contro la nostra policy.&#8221;</em></p>
<p>Justin: <em>&#8220;Ma cosa è cambiato nella vostra policy? Il programma è nello store da quattro mesi senza nessun problema. Nell&#8217;ultimo mese e mezzo è tornato sotto review e senza che mi sia stata data la possibilità di aggiornarlo.&#8221;</em></p>
<p>Richard: <em>&#8220;Non so che dirle se non che è in contrasto con la nostra policy&#8221;</em></p>
<p>Justin: <em>&#8220;Può dirmi quale parti dell&#8217;applicazione duplicano queste funzionalità?&#8221;</em></p>
<p>Richard: <em>&#8220;E&#8217; inutile andare in dettagli insignificanti&#8221;</em></p>
<p>Justin: <em>&#8220;Posso fare qualcosa per farlo approvare nuovamente sullo store?&#8221;</em></p>
<p>Richard: <em>&#8220;Non saprei&#8221;</em></p>
<p>Justin: <em>&#8220;Ma se non so come procedere non so neanche in che modo investire nello sviluppo di questa e di nuove applicazioni. Come posso sapere cosa si può o non si può avere sullo store?&#8221;</em></p>
<p>Richard: <em>&#8220;Non so aiutarla in questo&#8221;</em></p>
<p>Justin:<em> &#8220;Così dopo aver investito l&#8217;anima, tempo e denaro in un progetto questo viene rifiutato senza un motivo valido e soprattuto una spiegazione chiara. Come posso considerare Apple partner in questo senso?&#8221;</em></p>
<p>Richard:<em> &#8220;Capisco quello che vuole dire ma non so come aiutarla&#8221;</em></p>
<p>Justin: <em>&#8220;Sicuramente qualcuno in Apple le avrà chiesto di fare questa chiamata; posso parlare con questa persona?&#8221;</em></p>
<p>Richard: <em>&#8220;No, sono l&#8217;unico con cui lei può parlare di questo problema&#8221;</em></p>
<p>Justin: <em>&#8220;Ma ci sarà pure qualcuno che si occupa di questi affari e prenderà decisioni a riguardo&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Richard: <em>&#8220;Può parlare solo con me&#8221;</em></p>
<p>Justin: <em>&#8220;Niente di personale ma questa non è una discussione. Lei mi ha detto che l&#8217;applicazione è stata rifiutata per un motivo poco chiaro e io non posso farle nessuna domanda perchè lei non può rispondere. Può almeno chiedere ai suoi superiori se è possibile avere una discussione più approfondita su questa situazione? Non mi interessa se devo firmare un altro NDA top-secret, ma devo capire come procedere e se ha ancora senso sviluppare in questo settore.&#8221;</em></p>
<p>Richard: <em>&#8220;Lo farò sapere ai miei superiori&#8221;</em></p></blockquote>
<p>La questione sembra quindi da ricercare nel timore delle compagnie telefoniche verso il sistema Google Voice perché potrebbe diventare uno standard di comunicazione VoIP portando con sé chiamate a basso costo ed SMS gratuiti. Lo zampino di AT&amp;T in questo rifiuto è appoggiato anche dall&#8217;autorevole <a href="http://daringfireball.net/2009/07/google_voice#update-13:40">DaringFireball</a>.</p>
<p>Che il processo di approvazione su App Store stia diventando soltanto un modo per escludere eventuali fastidi concorrenziali anzichè verificare la qualità dei prodotti da dare al grande pubblico sembra quasi una realtà di fatto. Nell&#8217;ultimo anno in cui mi sono occupato di programmazione per il melafonino ho avuto modo di vedere decine e decine di applicazioni con violazioni più o meno accentuate delle HIG Apple; ma non si tratta solo di dettagli tecnici a cui il grande pubblico può non far caso: spesso si tratta di errori macroscopici, di applicazioni che faticano a funzionare decentemente ma altre volte si tratta di applicazioni fondamentalmente inutili (e che non fanno altro che abbassare la qualità totale).<br />
Qualsiasi sviluppatore che abbia avuto a che fare con la parte businness di App Store, l&#8217;iTunes Connect, potrà dirvi che spesso e volentieri si a che fare con un sistema lentissimo (tempi di approvazioni di almeno due settimane) che produce dei risultati davvero imbarazzanti (i controlli sono delle volte maniacali delle volte superficiali, spesso sembrano soltanto modi di verificare quanto una data applicazione sia pericolosa per Apple e i suoi partener).</p>
<p>Ma quello che sta accadendo non riguarda soltanto una questione di poca trasparenza. Un comportamento del genere da parte di Microsoft avrebbe alzato dei polveroni non solo mediatici ma anche a livello legale con il dipartimento di giustizia americano. Ma, sebbene in questo mercato Apple non rappresenti un monopolio (l&#8217;antitrust non misura lo share e neanche l&#8217;appeal di un prodotto), prima o poi arriverà il momento in cui dovrà fare i conti, volente o nolente, con un comportamento che prima di tutto innervosisce gli sviluppatori stessi.</p>
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		<title>Il misterioso caso del Push Notification Service</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 19:30:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Poco meno di un anno fa feci un lungo sproloquio su quella che Apple non esitava a definire una grande innovazione dal punto di vista software. Sto parlando del Push Notification (su iPhone) che avrebbe dovuto sostituire la naturale evoluzione dei sistemi operativi (e che invece di fatto avrebbe fatto tornare indietro il mondo dell&#8217;IT [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco meno di un anno fa feci un lungo sproloquio su quella che Apple non esitava a definire una grande innovazione dal punto di vista software. Sto parlando del <strong>Push Notification</strong> (su iPhone) che avrebbe dovuto sostituire la naturale evoluzione dei sistemi operativi (e che invece di fatto avrebbe fatto tornare indietro il mondo dell&#8217;IT di oltre una ventina d&#8217;anni).</p>
<p>Breve riassunto delle precedenti puntate.<br />
Push Notification Service è stata presentata come una nuova tecnologia che avrebbe dovuto servire, nelle intenzioni Apple, <strong>per aggirare e risolvere il problema della mancanza dei processi in background</strong> (oltre che per aumentare la durata della batteria). In pratica alcune informazioni di un’applicazione in esecuzione sull’iPhone possono essere inviate ai server dello sviluppatore i quali, al verificarsi di determinati eventi, utilizzeranno le API Push Notification Server per avvisare l’iPhone dell’utente.<span id="more-1042"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1043" title="bacb6u36dgljbeygimjnle5ozcljzevnly1mycgpkbds1y8vl9dlyslpl87nlmnitu3jtnrlzs8fc6fmpsempkewgaxauvpgbgyw-gzmqomuzn3s1mq8_jlueemju72sgnqgaa" src="http://www.malcom-mac.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/bacb6u36dgljbeygimjnle5ozcljzevnly1mycgpkbds1y8vl9dlyslpl87nlmnitu3jtnrlzs8fc6fmpsempkewgaxauvpgbgyw-gzmqomuzn3s1mq8_jlueemju72sgnqgaa.jpg" alt="bacb6u36dgljbeygimjnle5ozcljzevnly1mycgpkbds1y8vl9dlyslpl87nlmnitu3jtnrlzs8fc6fmpsempkewgaxauvpgbgyw-gzmqomuzn3s1mq8_jlueemju72sgnqgaa" width="400" height="266" /></p>
<h3>Un esempio stupido: l&#8217;istant messaging</h3>
<p> </p>
<p>In un mondo Push Notification l&#8217;utente può aprire dal suo iPhone il programma di messaggistica per poi passare tranquillamente ad altro. Benchè il programma sia effettivamente stato chiuso come processo sul device, lo stato  dell&#8217;utente viene mantenuto attivo nei server della società di gestione di IM.</p>
<p>Per avvisare l&#8217;utente nel caso venga ricevuto un messaggio, detti server si appoggeranno al servizio Apple (un altro server) di PSN che si prenderà carico di avvisare l’utente tramite l’aggiornamento del badge dell’icona dell’applicazione, attraverso la visualizzazione di un messaggio di testo o ancora infine attraverso l’emissione di un suono, che esiste un aggiornamento.</p>
<h3>Che fine ha fatto?</h3>
<p>Per un certo periodo di tempo PNS è sparito dalla circolazione; dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;SDK ad agosto dello scorso anno e la comunicazione che il servizio sarebbe diventato attivo dal settembre successivo, si sono perse completamente le tracce di questa fantomatica tecnologia. Ne abbiamo parlato diffusamente e in parecchi qui (e altrove) avete difeso questa idea.<br />
Francamente ho sempre avuto le mie riserve, soprattuto considerato che IMHO si può fare di meglio senza dover per forza scomodare server esterni al servizio preso in considerazione (ne ho tirato fuori qualcuno qui tra<a href="http://www.malcom-mac.com/blog/2008/03/20/e-allora-ditelo-che-non-ne-potete-fare-a-meno/"> i comment</a>i); ora che i rumors su una nuova versione di iPhone per questo giugno prendono corpo, si incominciano ad intravedere anche quelle che potrebbero essere delle <a href="http://www.tuaw.com/2009/02/03/iphone-rumor-roundup-new-handsets-in-june-background-tasks-an/">novità interessanti</a>.</p>
<p>Tra queste sembra esserci anche la <strong>prematura scomparsa di Push Notification Service a favore di un sistema in grado di permettere all&#8217;utente di scegliere quali applicazioni far rimanere attive</strong> (in background) <strong>anche uscendo dalla relativa schermata</strong>. Questa scelta probabilmente verrà applicata come aggiornamento software per tutti i modelli in vendita fino ad oggi; invece le nuove revisioni di iPhone permetteranno (grazie ad un aumento delle capacità di calcolo) <strong>ai processi di rimanere in background come accade nei computer</strong> (e nei cellulari) tutti i giorni.</p>
<p>Ora non dovrei dirlo. Ma proprio non ci riesco a tenere la bocca chiusa. Pur considerando la natura rumors della notizia, sento in dovere di finire questo post con un &#8220;<a href="http://www.tuaw.com/2009/02/03/iphone-rumor-roundup-new-handsets-in-june-background-tasks-an/">io l&#8217;avevo detto</a>&#8220;.</p>
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		<title>Tech Talk iPhone, 19 Novembre (Aggiornato)</title>
		<link>http://www.malcom-mac.com/me/2008/11/tech-talk-iphone-19-novembre/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 11:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>malcom</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il prossimo 19 Novembre si terrà l&#8217;iPhone Tech Talk, una sorta di seminario dedicato agli sviluppatori del melafonino. L&#8217;evento fa parte di una più ampia serie di convegni che si terranno un pò in tutto il mondo. Per l&#8217;Italia la città scelta è stata Roma (Amen!). Non mi dilungo molto visto che i posti ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.malcom-mac.com/blog/wp-content/uploads/2008/11/iphonetechtalk.png" border="0" alt="iphonetechtalk.png" width="594" height="137" /></p>
<p>Il prossimo 19 Novembre si terrà l&#8217;iPhone Tech Talk, una sorta di seminario dedicato agli sviluppatori del melafonino. L&#8217;evento fa parte di una più ampia serie di convegni che si terranno un pò in tutto il mondo. Per l&#8217;Italia la città scelta è stata Roma (Amen!).<br />
Non mi dilungo molto visto che i posti ormai sono esauriti; trovate il <a href="http://developer.apple.com/events/iphone/techtalks/">programma della giornata</a> (che inizia alle 9 e finisce alle 17.30) a questa pagina (per uno sguardo dettagliato sulle varie sessioni trovate il <a href="http://devimages.apple.com/pdf/iphonetechtalktour2008/NorthAmericaAgenda.pdf">pdf qui</a>).</p>
<p><a href="http://www.malcom-mac.com/blog/2008/11/07/tech-talk-iphone-19-novembre" target="_self">Continua a leggere&#8230;<span id="more-919"></span><br />
</a></p>
<p>Fortunatamente capita in un giorno senza lezioni quindi sarà un vero piacere parteciparvi (si terrà incredibilmente alla mia <a href="http://maps.google.com/maps?hl=en&amp;q=Piazzale%20Aldo%20Moro%205%2C%20Roma%20(La%20Sapienza)">Sapienza</a> &#8230;quale palazzo di tutta la cittadella non è dato sapere!).<br />
Questo è più o meno quello che intendo seguire <span style="text-decoration: line-through;">(sono tre stanze quindi è impossibile seguire tutto quanto)</span>. Si tratta (per l&#8217;Europa) di un paio di stanze e probabilmente la seconda, per gli argomenti trattati sarà probabilmente mezza vuota.</p>
<p>Grazie a Diego per la correzione. Il programma della giornata lo <a href="http://developer.apple.com/events/iphone/techtalks/#europe">trovate qui</a>.</p>
<p>Vi aspetto li.</p>
<blockquote><p><em><span style="text-decoration: line-through;">9-10:30 (Stanza A)</span></em><span style="text-decoration: line-through;"><br />
</span> <strong><span style="text-decoration: line-through;">iPhone Development Overview</span></strong><span style="text-decoration: line-through;"><br />
E credo che li ci saremo tutti visto che è la sessione in comune</span></p>
<p><em><span style="text-decoration: line-through;">10:45-12:00 (Stanza B)</span></em><span style="text-decoration: line-through;"><br />
</span> <strong><span style="text-decoration: line-through;">iPhone User Interface Design</span></strong><span style="text-decoration: line-through;"><br />
nella A c&#8217;è introduzione a ObjC e Cocoa Touch che me la risparmio con piacere visto che ormai parlo objc a posto dell&#8217;italiano; nella C c&#8217;è Web Applications che credo sia abbastanza noiosa.</span></p>
<p><em><span style="text-decoration: line-through;">13:00-14:15 (Stanza B)</span></em><span style="text-decoration: line-through;"><br />
</span> <strong><span style="text-decoration: line-through;">iPhone Game Development Part 1</span></strong><span style="text-decoration: line-through;"><br />
Nella C continua la noiosa trafila per il web mentre nella A c&#8217;è l&#8217;introduzione ai tool di sviluppo. Quindi, non sapendo molto del game programming credo sia la migliore tra quelle a disposizione</span></p>
<p><em><span style="text-decoration: line-through;">14:15-15:30 (Stanza B)</span></em><span style="text-decoration: line-through;"><br />
In definitiva credo di continuare su </span><strong><span style="text-decoration: line-through;">Game Programming</span></strong><span style="text-decoration: line-through;"> (anche se nella A in fondo si lavora alla programmazione di interfacce con UIKit&#8230; anche quella sarebbe una bella sessione&#8230;).<br />
Rimango quindi indeciso.</span></p>
<p><em><span style="text-decoration: line-through;">15:45-17:00 (Stanza A)</span></em><span style="text-decoration: line-through;"><br />
</span> <strong><span style="text-decoration: line-through;">Advanced UIKit And Device Feature</span></strong><span style="text-decoration: line-through;"><br />
Salto il Maximing App Performance della B (anche se mi dispiace).</span></p>
<p><em><span style="text-decoration: line-through;">17:00-17:30 (Stanza D)</span></em><span style="text-decoration: line-through;"><br />
Seguo il </span><strong><span style="text-decoration: line-through;">Q&amp;A</span></strong><span style="text-decoration: line-through;"> (o quel che ne rimane).</span></p></blockquote>
<!-- PHP 5.x -->]]></content:encoded>
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		<title>Senza parole&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 19:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>malcom</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando qualche settimana fa ho parlato della politica di Apple su iPhone, anche in termini abbastanza catastrofici, non avrei certo immaginato che le cose potessero &#8220;degenerare&#8221; così rapidamente. Notizie di questi giorni sono il rifiuto di un programma per Podcast (Podcaster) perchè &#8220;duplica le funzionalità del programma Apple incluso nel cellulare&#8221;; la stessa sorte è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando qualche settimana fa ho parlato della politica di Apple su iPhone, anche in termini abbastanza catastrofici, non avrei certo immaginato che le cose potessero &#8220;degenerare&#8221; così rapidamente. Notizie di questi giorni sono il rifiuto di un programma per Podcast (<a href="http://www.iphonestalk.com/iphone-podcasting-app-publication-refused/">Podcaster</a>) perchè &#8220;duplica le funzionalità del programma Apple incluso nel cellulare&#8221;; la stessa sorte è toccata ad uno sviluppatore italiano per il suo programma di posta elettronica (<a href="http://www.iphonestalk.com/another-app-store-entry-rejected-and-author-speaks-out/">MailWrangler</a>, <a href="http://angelo.dinardi.name/2008/09/20/mailwrangler-and-the-apple-app-store/">dell&#8217;italiano</a> Angelo Dinardi), liquidato da Apple in una mail <em>&#8220;&#8230;the duplication of functionality of the built-in application without providing sufficient differentiation or added functionality&#8221;.</em></p>
<p>L&#8217;ultima notizia in ordine cronologico riguarda invece l&#8217;eliminazione del programma ad hoc (con il quale era possibile distribuire, ad una cerchia ristretta di utenti, il proprio software per fini di testing) come via con cui poter vendere i propri prodotti (in numero abbastanza esiguo ovviamente).</p>
<p>Oggi un <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA34409/programmi_rifiutati_su_app_store_apple_silenza_gli_sviluppatori.shtml">altro tassello</a> ha preso piede nella politica di Apple: le comunicazioni con gli sviluppatori sono diventate anch&#8217;esse parte dell&#8217;NDA (No Disclosure Agreement, ovvero l&#8217;accordo che proibisce agli sviluppatori iPhone di divulgare informazioni di natura tecnica sul proprio device). Apple intende mantenere riservate le sue scelte in materia di accettazione o rifiuto delle applicazioni, equiparandole esplicitamente alle altre comunicazioni già sottoposte ad accordo di riservatezza.</p>
<p>Tutto questo è successo nel giro di una ventina di giorni. <span style="text-decoration: line-through;">Ieri è stato presentato invece il &#8220;Googlefonino&#8221; (prodotto da HTC e che monta la 1.0 di Android); non fa ancora paura ma&#8230;</span></p>
<p>Non mi sento ancora di esprimere un giudizio finale sulla cosa (anche se nel frattempo ho deciso di posticipare a data da destinarsi l&#8217;acquisto dell&#8217;iPhone, non fosse che per motivi squisitamente &#8220;etici&#8221;) ma chiedo a tutti coloro che qualche settimana fa &#8220;difendevano&#8221; in qualche modo la politica Apple (che poteva sembrare a prima vista più orientata alla &#8220;sicurezza&#8221;), se oggi sono ancora sicuri che questo modo di procedere (pur essendo legale&#8230; ma per <a href="http://www.phonenews.com/apple-blocks-developers-from-bypassing-app-store-4695/">quanto ancora?</a>) sia a vero vantaggio del cliente.</p>
<p>Nel frattempo come sviluppatore mi sento un pò <span style="text-decoration: line-through;">tanto</span> tradito (anche se lieto di non aver ancora versato i 99$ per diventare <span style="text-decoration: line-through;">schiavo riverente</span> e sviluppatore ai piedi dell&#8217;iPhone). Programmo e aspetto come si evolverà la storia.</p>
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		<title>Potrebbe essere solo l&#039;inizio?</title>
		<link>http://www.malcom-mac.com/me/2008/08/potrebbe-essere-solo-linizio/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 09:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>malcom</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io ve lo dico. Per leggere questo post dovete lasciare la vostra maschera di Apple fans fuori. Se vi può aiutare provate a pensare che stiamo parlando di Microsoft. Sarà tutto più facile, ve lo assicuro. Prima di continuare a leggere potrebbe esservi utile, ma non indispensabile, rinfrescarvi le idee con questo vecchio post. Qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Io ve lo dico. Per leggere questo post dovete lasciare la vostra maschera di Apple fans fuori. Se vi può aiutare provate a pensare che stiamo parlando di Microsoft. Sarà tutto più facile, ve lo assicuro. Prima di continuare a leggere potrebbe esservi utile, ma non indispensabile, rinfrescarvi le idee con questo <a href="http://www.malcom-mac.com/blog/2008/03/20/e-allora-ditelo-che-non-ne-potete-fare-a-meno/" target="_blank">vecchio post</a>.</em></p>
<p>Qualche tempo fa abbiamo avuto occasione di parlare dell&#8217;iPhone, certamente non in termini molto lusinghieri. Ora che, dopo averlo provato, mi sto preparando all&#8217;acquisto e la mia prima applicazione comincia a prendere vita è giunto il momento per tornare a parlarne.<br />
E lo faccio di nuovo in termini non troppo lusinghieri.<br />
Non fatemene una colpa ma certe cose non vanno proprio giù, soprattutto nella maniera in cui si tratta di artifizi creati ad hoc o di limitazioni facilmente aggirabili.</p>
<p>L&#8217;ho già detto, è passato il secondo WWDC, ma le cose non sono cambiate. iPhone non supporta ancora un multitasking. In soldoni scordatevi di fargli fare due cose contemporaneamente. Da questo punto di vista ci ritroviamo difronte a quello che in gergo si chiama un sistema operativo batch. Per la cronaca stiamo parlando di qualcosa che nell&#8217;informatica consumer ha cessato più o meno di esistere dopo gli anni &#8217;80.<br />
Potrei essere un pò logorroico ma l&#8217;LCIII che per memoria storica tengo qui vicino permette già di far girare processi insieme. Questo pur contando su una CPU e una dotazione di RAM decisamente inferiori.</p>
<p><span id="more-585"></span></p>
<p>Caso reale. E&#8217; una bella giornata estiva e avete voglia di rilassarvi sulla vostra amaca ascoltando un pò di musica e magari chattando un pò. Così convinti che sia la cosa più scema del mondo aprite AOL Radio (per dirne una), selezionate la stazione che più gradite e tranquillamente aprite la chat.<br />
Boom (come direbbe Steve).<br />
La musica si ferma.<br />
E vabbè pazienza. Se dovete rilassarvi a che vi serve la chat? Distendetevi e non rompete troppo le palle ok?<br />
Facciamoci una navigata su internet.<br />
Click e Safari in versione mobile si apre.<br />
Apriamo Meebo (si tratta di un messenger utilizzabile via browser) e ci logghiamo. Nel frattempo leggiamo qualcosa su Repubblica.<br />
Ops Meebo si è disconnesso.<br />
D&#8217;altronde se iPhone non fa girare applicazioni in background neanche Safari vuole essere da meno, così le pagine Javascript non vengono eseguite in background.</p>
<p>Probabilmente tutto questo è stato studiato ad hoc. Voglio dire, abili ingegneri avranno pensato che sarebbe stato meglio far concentrare l&#8217;utente su una cosa alla volta. L&#8217;utente, si sa, è stupido e generalmente non sa mai quello che vuole (e spesso non ha bisogno di nulla, ma deve comprare tutto).</p>
<p>Così è passato un anno, gli ingegneri di Apple hanno confezionato la prima SDK per gli sviluppatori e tutti s&#8217;aspettavo che finalmente l&#8217;iPhone facesse un passo verso i gloriosi anni &#8217;90 (il futuro!).<br />
E invece no. Ancora niente multitasking. In compenso c&#8217;è una specie di sistema di notifiche (che perdonatemi devo capire ancora bene) in grado di parlare con il server dello sviluppatore (ugh!) per segnalare eventuali novità (ad esempio nuovi messaggi di un client IM) all&#8217;applicazione stessa.<br />
Fermi fermi.<br />
Fatemi capire. Per evitare di appesantire l&#8217;iPhone tutti i programmi in background vengono notificati da server predisposti dai relativi programmatori.<br />
Ho capito bene?<br />
Quindi è un pò come se comprassi un forno da Trony e incominciassi a cuocere una bella pizza. Siccome sono un pò tardo (ma faccio un sacco di animazioni fighette) e mentre guardo la partita non posso fare altro (non vorrei appesantirmi troppo&#8230;sapete) chiedo ad un commesso di Trony (assunto proprio per questo) di controllare da remoto quando la mia pizza è pronta per poi farmi avvertire al cellulare.<br />
Una cosa comoda no? Soprattuto, dopo aver regalato ad Apple 100$ di iscrizione e il 30% di ogni licenza (che credetemi incomincia a diventare una cosa ridicola&#8230; tra poco vorranno anche essere pregati per poter sviluppare per il *loro* device delle applicazioni), devo pure mantenere un server per una cosa che da che mondo è mondo dovrebbe essere gestita dall&#8217;apparecchio stesso.<br />
Steve questa cosa l&#8217;ha fatta passare come un miracolo tecnologico.<br />
Cosa non fa il marketing?<br />
&#8220;Fuffa&#8221; è la prima cosa che mi viene in mente, ma non è la parola giusta (cit.)<br />
Ho visto schiere di utenti strapparsi i capelli per una cosa del genere.<br />
Steve ha rivoluzionato pure i sistemi operativi, incredibile genio.</p>
<p>Torniamo a noi.<br />
E&#8217; passato un anno e certo nessuno si aspettava che iPhone diventasse il cellulare perfetto. In verità programmatori e utenti, ognuno a suo modo, si aspettavano soltanto di poteci giocare degnamente.<br />
Sembra che 600 euro sia un buon prezzo per scegliere cosa fare no?<br />
Vi sembra tanto normale non poter ascoltare musica e chattare insieme?<br />
Si potrebbe scrivere un nuovo launcher di applicazioni per rimpiazzare quello esistente&#8230;.oppure&#8230;<br />
&#8230;ho la soluzione definitiva!<br />
Potremmo semplicemente fare una sola applicazione con dentro un browser, un player, un client di chat e un programma di posta.<br />
In questo modo possiamo andare di multitask quanto vogliamo&#8230; e chi ha più bisogno di un gestore di processi.<br />
&#8220;AppleWorks&#8221; è la prima parola che mi viene in mente ma non è quella giusta.<br />
Per la cronaca questo genere di applicazioni erano la norma sugli Apple II, il primo Mac e grazie a dio anche su iPhone.<br />
Splash, un tuffo nel medioevo.<br />
E&#8217; come avere un System 1 ma questa volta niente <a href="http://www.folklore.org/StoryView.py?project=Macintosh&amp;story=Switcher.txt" target="_blank">Switcher</a>. Niente MultiGS. Nessun plugin, launcher, deamons e via discorrendo.</p>
<p>Certo, a meno che non li faccia Apple.<br />
Ma li farà mai?</p>
<p>Ad oggi con 600 euro circa (a meno di non vincolarsi con crontratto di ferro) ti porti a casa una ferrari. Rossa, fiammante, bella, di quelle robe che si sfoggiano a testa alta a ogni discorso.<br />
E se ti scappa ci rimorchi pure.<br />
C&#8217;è un solo difetto. Una ruota ha il bloccaruote integrato.<br />
Ma che state dicendo? Non è una limitazione! Ce l&#8217;hanno messo perchè così quando accelleri puoi anche slittare qua e la<br />
Serve per essere più fighi.<br />
Serve per non sforzare troppo i freni.<br />
Lasciatelo dire, sei proprio un coglione.</p>
<p>La cosa più inquietante di tutto questo è che potrebbe non finire qui.<br />
Se ci mettiamo di impegno e diventiamo un pò (neanche troppo in fondo) paranoici possiamo incominciare a pensare ad un OS X che viaggia sulla stessa falsariga del compagno mobile.<br />
Potrebbe non essere oggi, potrebbe non essere domani ma tra qualche anno&#8230;</p>
<p>Certo non c&#8217;è nessun chiaro segnale ma qualcosa, a suo modo, si è mosso: con l&#8217;arrivo di OS X 10.4 per Intel Apple ha modificato ptrace() affinchè non sia in grado di debuggare applicazioni come iTunes o DVD Player. In verità hanno fatto la loro comparsa anche <a href="http://www.osxbook.com/book/bonus/chapter7/binaryprotection/" target="_blank">binari criptati</a>.</p>
<p>Poi c&#8217;è il code signing. Apple lo usa per bloccare tutte quelle applicazioni non certificate dall&#8217;iPhone. Il code signing non è poi il male, come ogni tecnologia il suo stato dipende da come viene utilizzata; e in fondo tralasciando le molte rassicurazioni di Apple sui buoni motivi che ne spingono l&#8217;uso ci sono alcuni dubbi che non scompaiono.</p>
<p>Il code signing viene utilizzato anche su MacOS X per far si che le applicazioni di Apple possano bypassare senza problemi firewall.</p>
<p>Quello che è venuto fuori dall&#8217;utlimo WWDC è stata una Apple focalizzata su iPhone e in possesso della verità assoluta su tutto quello che ne concerne la progettazione. Non c&#8217;è spazio per le discussioni.<br />
Alcune persone ai veritici di Apple hanno perfino ridicolizzato l&#8217;idea stessa che un programma possa girare in background.<br />
Ah certo, tranne quelli di Apple stessa.<br />
Sono venuti fuori con questa roba delle push notifications che pare che al momento abbia convinto soltanto gli utenti (basta leggere qualche blog tecnico in giro per vedere quanta frustrazione ci sia in giro).</p>
<p>In fondo poi l&#8217;iPhone potrebbe essere una ottima piattaforma.<br />
Quello che poi succede nella realtà è che una buona idea è stata infangata da tutta una serie di decisioni che potrebbero riperquotersi anche nel mondo desktop (e non è successo semplicemente perchè in questo ambito Apple non può dettar legge).<br />
Apple ha ad oggi due piattaforme.<br />
Una chiusa, limitata, potretta con dei bei lucchettoni giganti.<br />
L&#8217;altra è quella che tutti noi amiamo ed usiamo ogni giorno.<br />
Quanto manca al giorno in cui questi capoccioni alla guida della società, che tentano di convincerci che i processi in background sono il male e che sviluppare web applications è meglio che provvedere a realizzare dei tool seri, ci dicano anche che Mac OS X sarebbe un miglior sistema operativo se&#8230;.<br />
&#8230; fosse protetto?</p>
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