Lo strano caso dell’antennagate

News on July 19th, 2010 No Comments

E’ chiaro che l’argomento di queste settimane è l’antennagate creato intorno all’iPhone 4; sono state spese a riguardo parecchie parole che come

al solito solo raramente sono state supportate dai fatti.

Ci si è lanciati allora nello sport del chiacchiericcio da bar, creando enormi castelli di sabbia e gonfiando un problema che se effettivamente esiste, va quantomeno ridimensionato (e di parecchio).

Ad ogni modo, non avendo tra le mani un iPhone 4 ho preferito tacere: qualsiasi cosa avessi detto sarebbe stato frutto di congetture e ragionamenti altrui. Un contributo praticamente inutile. Read more »

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Google e l’incapacità di social[izzare]

Fuori dagli schemi on July 14th, 2010 No Comments

Pare che a breve avremo a che fare con l’ennesimo tentativo di Google di far sentire la propria voce nel mondo dei social network.

Dopo Knol (il mattoncino della conoscenza firmata che voleva far piangere Wikipedia, ma che ha finito per versare lacrime amare), Wave (quei pochi che ne hanno capito il senso sono stati i primi a dimenticarselo) e Buzz (non abbastanza diverso dalla concorrenza da giustificarne l’esistenza, primo vero guaio di privacy per il “gigante buono”) la nuova creatura prenderà presumibilmente il nome di Google Me, un nome che è anche un modo per sottolineare il fatto che anche loro stanno (o meglio ci riprovano a stare)  tutti intorno a te (c’è da prendere il bigliettino per quanti sono ormai). Read more »

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Throughput alla riproduzione

Blog, Fuori dagli schemi on July 13th, 2010 3 Comments

Se dovete ascoltare una sola cosa nerd questo anno fate in modo che sia questa:

Una cellula umana contiene 75MB di informazioni genetiche. Uno spermatozoo ne contiene la metà, 37,5MB. Un millilitro di seme contiene circa 100 milioni di spermatozoi. In media, l’eiaculazione dura per 5 secondi e contiene 2.25 millilitri di seme.
Ciò significa che il throughput del membro di un uomo è di (37.5 x 100000000 x 2.25)/5, cioé 1.6875 Terabyte al secondo.L’ovulo femminile può sopportare questo attacco e lascia passare solo UN pacchetto di dati, cosa che ne fa il miglior fottuto firewall del mondo. Il lato negativo è che quel singolo pacchetto di dati blocca il sistema per nove mesi.

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La foto come illustrazione della realtà

Blog, Fuori dagli schemi, News on July 6th, 2010 No Comments

In questi giorni si fa un gran parlare della copertina ritoccata pubblicata dell’Economist. L’immagine scelta ci mostra un Obama solo,

mani sui fianchi, che guarda verso il basso con aria quasi rassegnata. Ma è tutto frutto di un abile lavoro di Photoshop: la vera fotografia (pubblicata dal New York Times) mostra una situazione ben differente: anzichè sconsolato Obama ascolta concentrato quello che gli viene detto da Thad W. Allen (Capo della Guardia Costiera) e Charlotte Randolph (presidente di una locale contea).

Si tratta di contesti ben diversi e di significati ben diversi. La polemica che ne è nata è quindi se è corretto o meno “distorcere” la realtà per esprimere al meglio un concetto.

Per quanto ogni foto e ogni situazione vada analizzata nella sua interezza, sono definitivamente a favore della scelta dell’Economist. Si tratta di un discorso che, a suo modo, ha molto in comune con quanto ho detto sulla progettazione delle interfacce grafiche. Nella percezione comune le fotografie sono quanto di più fedele ci sia nella rappresentazione della realtà. Ma tutto questo spesso ha poco senso: già nel momento dello scatto si fanno delle scelte più o meno consapevoli; si sceglie di togliere dall’inquadratura degli elementi di disturbo, modificare la profondità di campo, l’angolazione e la luce. Tutto questo non fa altro che predisporre lo scatto verso il contenuto che si vuole esprimere. E allora perchè Photoshop dovrebbe essere meno lecito?

La fotografia, soprattuto quelle di copertina, sono indissolubilmente legate all’articolo a cui si riferiscono. Lo rappresentano, lo sintetizzano. In una foto appunto.
Non si tratta di dare un quadro obiettivo del campo da gioco, ma di predisporre il lettore verso quello a cui andrà incontro. In questo ambito pretendere obiettività da una foto mi pare quanto di più paradossale. Forse un modo per rendere giustizia alla massima trasparenza ci sarebbe: si potrebbe pubblicare nella seconda di copertina, o come foto interna all’articolo quella non ritoccata.

Così come una buona interfaccia dovrebbe parlare senza parole, così anche una foto deve sintetizzare da se un intero articolo. E in questo senso l’illustrazione (perchè di questo si tratta) fatta dall’Economist coglie perfettamente nel segno; e poco importa se Obama in quel momento non era perplesso, perchè sappiamo di certo (e lo si potrà leggere anche nell’articolo stesso) che lo è già da un paio di mesi a questa parte.

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ABC delle interfacce grafiche per i dispositivi mobili

Tutti gli errori più comuni nella progettazione di interfacce grafiche per dispositivi mobili

Tutorial on June 15th, 2010 No Comments

Il mercato delle applicazioni mobili sta crescendo a ritmi vertiginosi; da uno studio recente di JuniperResearch sembra che da qui a 5 anni il fatturato arriverà a toccare i 32 miliardi di dollari, ovvero tre volte il valore di oggi.

E’ chiaro che in un mercato del genere si sia fatta strada anche una disperata corsa per emergere creando nuove strade e copiando percorsi già illuminati dal successo.

Purtroppo però molte di queste applicazioni, pur essendo funzionali allo scopo, peccano di errori di design macroscopici che possono essere ricondotti ad insieme di cause che fortunatamente è limitato: Read more »

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Niente Design Awards per Mac al WWDC 2010

News on April 28th, 2010 1 Comment

Alla fine le date del WWDC 2010 sono state annunciate. Si vociferava Novembre, ma come al solito la conferma è sulla prima settimana di Giugno: dal 7 all’11. Il sottoscritto non sarà presente neanche a questo giro.
Casomai non aveste capito l’antifona pare (stando alla home page del dev connection) che sarà il primo anno senza Design Awards per le app Mac: premi solo per iPhone e iPad. Read more »

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Scott Adams sulla storia del prototipo di iPhone 4G

Fuori dagli schemi on April 26th, 2010 No Comments

La storia la sapete tutti no? Il buon Gray Powell dopo essersi scolato qualche birra di troppo dimentica al bar il supersegreto.manco.poi.sapè.che.c.ha.perchè.non.s.accende.più prototipo di iPhone 4G (uno dei tanti per la verità). L’aggeggio viene quindi recuperato da qualcuno che fesso non è, e che decide di rivenderlo per alzarci 5000 eurozzi. Read more »

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Come ripristinare iPhone OS 3.1.3 dal 4.0

News, Tutorial on April 26th, 2010 16 Comments

Sono curioso. Sono tanto curioso da dover provare qualunque cosa nuova. E mi stanco subito. Dopo aver mordicchiato per un po’ il frutto mi annoio e passo oltre. Con iPhone ci lavoro tutti i giorni già da qualche anno… si potrebbe dire che è una specie di simbiosi (alla mia ragazza questo non piacerà); questa volta, dopo la presentazione del capoccia ho pensato che sarebbe stato bello iniziare a giocare con la nuova SDK 4 direttamente dal device… sapete quegli esperimenti nerd con nuove API e tutto il resto? Cose fighe che i comuni mortali non possono capire. Oppure si? Read more »

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Come iPad potrà spezzare quel brutto circolo vizioso nel casual gaming

Fuori dagli schemi on April 25th, 2010 3 Comments
Manca poco al lancio di iPad fuori dai confini degli Stati Uniti e c’è da scommettere che il suo effetto si farà sentire sull’interno mondo dell’IT.
Intanto va segnalata la ricomparsa in grade stile dei progetti per tablet un pò da chiunque, Google in prima fila. Peccato che questa volta Microsoft sembra che arriverà decisamente in ritardo, sebbene proprio lo stesso Bill Gates si fosse dedicato anima e corpo, in tempi non sospetti, a divulgarne il verbo.
Ma un altro settore che potrà beneficiare dell’avvento di iPad sarà quello videoludico soprattuto quello relativo ad iPhone. Read more »

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Android: l'open-source made in Google

Fuori dagli schemi on April 18th, 2010 3 Comments

Sin dalla sua introduzione nel Luglio del 2008 la politica di revisione con la quale Apple ha gestito AppStore è stata oggetto di vivaci critiche, spesso comprensibili, altre volte condivisibili ma comunque sempre in grado di catalizzato l’attenzione del mondo dell’IT e dei media.
L’idea che dopo essere diventata uno dei più grandi distributori di entertainment Apple abbia iniziato a praticare anche il ruolo di editorialista, censore e insindacabile gestore su ciò che puo’ entrare dentro i suoi iCosi (ultima in ordine di tempo la bocciatura dell’app del premio pulitzer Mark Fiore) piace davvero a pochi.
Questa volta però non parlaremo di Apple ma di quella che viene osannata come la piattaforma universale per il mobile: Android.
Siamo davvero sicuri che il sistema operativo di Google sia il paradiso delle libertà? E’ davvero quella terra dove respirare una nuova aria e dove finalmente il mondo open puo’ sognare il successo mai avuto nel desktop? Le cose, come sempre, non sono tutte rose e fiori…
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