Tutti nel tunnel
L’ultima volta che Jobs fu contattato dopo una presentazione di risultati fiscali era 8 anni fa. In quell’occasione Apple aveva mancato le previsioni di vendita e le prime nubi oscure sulla net-economy iniziavano a affacciarsi all’orizzonte (per dovere di cronaca in quel periodo Apple arrivò a perdere oltre metà del proprio valore).
Dopo 8 anni Jobs è di nuovo salito sul palco insieme ad Oppenheimer (CFO) per presentare i risultati finanziari del quarto fiscale di Luglio. Chiaramente l’intento è stato quello di calmare il panico che ha incominciato a serpeggiare in tutte le società tecnologiche (e non) sin dalle ultime settimane di settembre.
Tuttavia paragonare le due situazioni sarebbe totalmente sbagliato. Nel 2000 Apple era la società dei Mac (per un approfondimento su questo vi invito a seguire il prossimo post che verrà pubblicato di qui a qualche giorno), impantanata in un mercato stagnante e con basse prospettive di crescita. Ne iPod, ne (tantomeno) iPhone erano ancora nati. La liquidità della società era molto bassa.
8 anni dopo Apple cresce in un mercato che fa sempre più fatica (+21% le vendite di Mac), proponendo soluzioni innovative e rivoluzionando mercati ormai quasi statici (leggi iPhone, con una crescita del +39%) e continuando (contro ogni previsione) a vendere più iPod in un mercato ormai conquistato (+8%). La liquidità della società si aggira infine sui 25 bilioni di dollari (nessuna altra società ha fatto meglio, a meno di non voler considerare Cisco con 26 bilioni di dollari ma 7 bilioni in debiti).
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Quindi in realtà Apple ha parecchi soldi per fare spese (ed è proprio questo il miglior periodo per guardarsi intorno, soprattuto per chi ha così tanto cash) e questo è il miglior modo per tranquillizzare gl investitori che hanno il panico nel sangue.
Ma il problema più grosso per Apple (e che sarà probabilmente l’ago della bilancia per future decisioni) è come si evolverà la situazione economica – cosa che ovviamente preoccupa in egual misura anche altre società. Con il taglio del credito verso il consumo è infatti possibile che gli acquisti del prodotti Apple (la cui fascia di mercato non è propriamente quella più bassa) scendano in maniera sensibile.
Per ora dal punto di vista dei prezzi niente si è messo (questo se escludiamo il taglio a 999$ della linea laptop che comunque riguarda modelli ormai sorpassati) ma se il quadro economico continua conferma l’andamento delle ultime settimane il target un pò “snob” di Apple potrebbe perdere molto in fatto di numeri; i consumatori potrebbero doversi accontentare orientandosi verso apparecchi più economici di Mac o iPhone.
Sembra comunque che Apple stia pensando anche a questa evenienza. Stando alle dichiarazioni (tra le righe) di Jobs è probabile che si aiano diversi tagli il prossimo anno, soprattuto dal lato iPhone. Tuttavia questo corso non sarebbe dovuto eclusivamente alla congiuntura economica ma anche all’ingresso di altri competitor come Android di Google.
C’è anche da dire che la stessa Apple non ha mai veramente puntato sul prezzo per conquistare i clienti (e difficilmente lo farà come pensano in molti). Puntando al ribasso si abbassano gli utili e generalmente si offrono prodotti che non riescono a distinguersi abbastanza dalla concorrenza (e questo sarebbe impensabile per una società che fa del design e della cura nei particolari la sua arma migliore). Insomma difficilmente si vedrà una Apple come Dell (d’altronde la stessa Dell non se la passa molto bene).
Sebbene il momento sia difficile per tutte le società del settore, si tratta comunque di un periodo che vedrà la fine non troppo tempo avanti (c’è chi parla di un anno, io per ignoranza mi astengo dal fare previsioni); industrialmente parlando la tecnologia c’è (una delle prossime rivoluzioni in ambito informatico è la nano tecnologia), si tratta di ripartire da un deficit finanziario più che un problema strutturale.
Un altro punto un pò oscuro del nuovo corso di Apple sono i fans. Negli anni bui la società di Cupertino poteva contare su un nocciolo duro di sfegatati che si sono sorbiti tutti gli errori del managment tenendo di fatto a galla una società che stava andando alla deriva. Ora che Apple è in piedi per propri meriti quei fans sono venuti un pò a mancare; la domanda che ci si può fare è: se per caso ci fosse un’altra botta del genere, Apple potrebbe di nuovo aggrapparsi a quel nocciolo duro?
Ovviamente per come stanno le cose nulla fa pensare ad una Apple in grado di commettere di nuovo la sterminata serie di errori a valanga: la direzione della società è molto coesa e preparata (al contrario degli anni 90) e credo sia in grado di viaggiare anche senza l’aiuto di Steve Jobs.
Così, a dispetto di tutte le dichiarazioni confortanti delle ultime settimane, ci stiamo avviando verso un periodo di contrazione. Se però guardiamo alla situazione di Apple scopriamo come la società di Cupertino sia stata messa in grado dal suo managment di sopportare anche un periodo buio, che difficilmente la porterà ad un taglio netto di prezzi, ma che più realisticamente sarà la spinta necessaria per continuare ad innovare distinguendosi dal resto del comparto informatico.
ottimo post.
complimenti anche al tuo blog è davvero molto ordinato e ben curato.
grazie mille pasquale