Il vizietto della Mela

Blog, Mac, News on September 20th, 2007 2 Comments

A volte guardare i fatti da un’altra prospettiva aiuta. Proprio ieri Microsoft ha beccatto una nuova batosta, dopo la bocciatura di OpenXML: l’antitrust europeo sembra ben deciso a non passare sopra le accuse di monopolio del gigante di Redmond.
E’ un momento duro (tra virgolette visto che la multa equivarrebbe agli utili di una giornata di lavoro) per l’azienda di Bill che dopo il mezzo flop iniziale di Vista (le esose richieste di sistema hanno spinto molti produttori hardware a preinstallare XP almeno per il momento) viene accerchiata un pò da tutti (proprio ieri IBM ha presentato Symphony, una nuova suite d’ufficio).

Ma spostiamoci per un altro dal classico nemico e diamo un’occhiata nell’orticello di Steve, che pur prendendo furbescamente le difese del popolo della rete contro i DRM (proprio in questi giorni la Commissione Europea lo sta ascoltando sulla faccenda iPod e iTunes) sembra non essere poi molto diverso dal suo lentigginoso compare americano (dite la verità, avevate dubbi?).

Con l’uscita di iPhone Apple sta cercando nuovamente di seguire la sua strategia commerciale di chiusura e controllo. Niente di nuovo, ma ora che il businnes non è più centrato sui computer (e verosimilmente assisteremo ad una trasformazione in una specie di mini Sony americana) la cosa balza all’occhio immediatamente.
iPhone è un sistema blindato (per quanto ovviamente sia possibile per il software) il cui uso è limitato ad un solo carrier esclusivo e la cui espandibilità è ridotta ad uno sviluppo davvero povero.
Tutto questo perchè ad Apple la facceda conviene.
iPod ovviamente non fa eccezione: sviluppare prodotti per iPod significa stare a stretto contatto con Apple, che alla fine della giornata controlla e incassa (i nuovi iPod per esempio tagliano fuori tutti i prodotti di terze parti che non hanno il chippetto di controllo).
Come Apple incassa più soldi dai device che non sono Mac, è ancora più lucroso il mercato dove vengono escluse e blindate le possibilità di espansione esterna libera.

Lo stesso Jobs ama il business chiuso (è altresì vero, ripercorrendo gli anni passati, che i periodi di maggiore blindatura sono proprio quelli con l’attuale iCeo), ma non è solo questione di soldi, c’è anche un discorso di filosofia che poi è molto vicino alla verità: è che Apple è convinta di essere migliore di tutti gli altri e non ha bisogno di nessuno. Se non fosse per la volontà degli utenti di avere un’ampia scelta è abbastanza sicuro che Apple chiuderebbe pure Mac OS X. Ovviamente il problema non si pone, ma basta guardare Pages, Keynote, Logic, FinalCut Studio etc per farsi un’idea di come idealmente vorrebbe fosse la propria piattaforma.

Con iPod/iPhone invece il discorso è diverso: Apple vuole che tutto funzioni perfettamente e il controllo della struttura deve essere totale (che ha come effetto non secondario anche parecchi soldi in cassa): la stessa tecnica è usata da anni anche da Nintendo – un nome che si avvicina ad Apple per innovazione e cura – e sulle Xbox di Microsoft.
Tuttavia non è un controllo sulla qualità del sistema. Ad Apple questo interessa poco: il discorso è più simile al noleggio di server dove aziende come IBM, Sun o HP intascano tonnellate di soldi per il ‘servizio’ (il cosidetto service support).

Ora sono comparse anche le suonerie: ogni telefono da anni a questa parte, perfino i vecchi 3310, permettono la creazione o l’upload di suonerie mp3 personalizzate. E’ una cosa che può essere divertente e d’altronde 15 secondi di audio non danneggiano nessuna casa discografica.
Ma Apple ha deciso che forse vendere pure suonerie per l’iPhone poteva essere un buon modo per tirare fuori denaro. E la stessa cosa per i giochi che sono incompatibili tra nuovo e vecchio iPod e ovviamente non è previsto alcun genere di update.

In compenso come è per Mac probabilmente sarà per iPod/iPhone e alla fine agli sviluppatori verrà concessa la possibilità di scrivere software per questi prodotti facilmente; d’altronde iPhone come è oggi và su due tipi di mercati: gli early adopters fans (quelli che voglio la roba tecnologica più nuova e fighetta e posso pagarla cara) e i pro user. Entrambi, ma soprattuto i secondi, hanno bisogno di software che iPhone non ha e non potrà avere se non con l’apertura della piattaforma.
D’altronde la scusa della sicurezza può star bene solo ai i fans accaniti e bendati.

Programmare Mac è bellissimo perchè i tool messi a disposizione sono tra i migliori mai prodotti, ma se il futuro è un monopolio di chiusura allora il destino è segnato.
In fondo Steve dovrebbe tenere a mente che fare soldi non è lo scopo di Apple.
Lo scopo è quello di far si che gli utenti siano disposti a dare i propri soldi, non estorcerli con queste pratiche; se non se ne è accorto ora se ne accorgerà più avanti, ma alla fine qualcosa dovrà per forza succedere.

[tags]Apple e Monopolio, iPhone marketing, Chiusura piattaforma iPhone, Chiusura Piattaforma Apple[/tags]

2 Responses to “Il vizietto della Mela”

  1. Alfassassina says:

    Ciao Malcom…
    Non posso che concordare conil tuo post. Effettivamente la Apple non si sta comportando bene ultimamente ed alcuni utenti stanno risetendo di questo. A partire dal ritardo di leopard (anche se poi 6 mesi non è molto). Per quanto riguarda il software iPhone chiuso io avrei una mia opinione e non essendo esperto come te, ti chiedo di correggermi se sbaglio:

    iPhone aveva una data di scadenza per essere lanciato, una data ben studiata dallo studio marketin che non poteva essere rinviata. A sua volta tale cell usa Leopard con relativo core animation per esempio (efettivamente chiamarlo mac os x è eccessivo). Molto probabilmente il software era ancora troppo instabile per poterlo rendere aperto tanto da limitarlo a quelle applicazioni gia presenti.
    Molto probabilmente poco dopo l’uscita di leopard o magari con iPhone 2nd G, ci ritroveremo con le widget installabili o con molto di piu.
    Altro dilemma a tal riguardo è il Java stranamente assente nel cell, che renderebbe molto piu semplice tante applicazioni.

    Speriamo che questo aggeggio sia reso interessante

    P.S. Se un giorno lo renderà aperto piu che incentrarsi sul telefono sarebbe da studiare come Jobs cambiera la sua idea da web 2.0 a nativo….

  2. John says:

    Ciao Malcom, non capisco molto questo tuo post..

    Certamente la politica di Apple in questo periodo è molto più criticabile che in passato ma fare marketing non significa essere nè buoni ne cattivi, lo sappiamo tutti. Fare marketing significa più probabilmente essere efficaci. Il mercato è un mezzo, la direzione in cui ci si muove grazie a quel mezzo è invece l’elemento centrale della faccenda.

    Si possono leggere le mosse di Apple negli ultimi quindici mesi in due modi completamente diversi ma ad oggi, è solo la solita questione del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, dove nessuno trova ragione.
    In ogni caso non vedo alcuna analogia tra la politica selvaggia e distruttiva che Gates ha fatto in passato nei confronti del software e dell’informatica e la politica pur innegabilmente auto-conservativa di Jobs.
    Apple comunque sta andando in una direzione precisa che io in questo momento mi sento di interpretare come miglioramento del rapporto utente-dispositivo-web. Certo potrei sbagliarmi ma alcune scelte e alcune attenzioni “all’umanità dell’utente” contenute in iPhone mi lasciano fiducioso.

    Il tiro, in termini tecnologici, che iPhone ha dato dentro e fuori al mondo della telefonia è innegabile. Questo porterà pratici vantaggi per tutti, non ultimi gli sviluppatori e il loro “livello medio” di preparazione.
    E’ palese che fino a prima di iPhone i grandi della telefonia avevano istituito quasi un cartello in cui l’appiattimento dell’offerta e l’attento sistema di distribuzione delle novità a “contagocce” erano le politiche fondamentali universalmente accettate.
    L’ N95 di Nokia (il riferimento) è un 7650 (il vecchio nokione) con le funzioncine dell’ultimo grido.. e poi scusami, c’è da divertirsi a sviluppare per Symbian? Ma più importante: c’è da divertirsi a utilizzare Symbian?

    Per questo la posizione di Apple nei confronti degli sviluppatori sul tema iPhone non mi sembra neppure così scandalosa. Inserire un oggetto tecnologicamente così innovativo in un mercato stantio andando contro tutti e prendendosi tutte le responsabilità del caso è già un passo importante in una direzione che io credo non sia solo quella di aumentare le quote di mercato…
    Per farlo uscire come un cavallo vincente serviva un evento e così è stato, nel bene e nel male. Un evento a cui doveva seguire un crescente, universale entusiasmo nei confronti dell’usabilità e della componente innovativa del telefono. Per riuscire in una operazione di questa entità devi avere il controllo assoluto sul prodotto che proponi. Appena iphone sarà maturo arriveranno anche i tool di sviluppo, ne sono certo.

    La questione è sicuramente delicata e l’elemento cruciale è capire quanto Apple saprà essere critica nei confronti di sè stessa. Uscire dalla nicchia (almeno idealmente e moralmente) significa per forza avere a che fare con le necessità di un potenziale “mondo” piuttosto che con un rodato gruppo di fan..

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