La Macintosh Toolbox
INDICE:
- Struttura della Mac Toolbox
- New World ROM
- Arriva OS X
STRUTTURA DELLA MACINTOSH TOOLBOX
La Macintosh Toolbox nasce come un insieme di risorse, driver, routine e API memorizzate nella "Old World ROM" dei Mac. Il termine toolbox includeva originariamente soltanto le funzioni e le variabili globali per implementare l'interfaccia utente (a sottolineare la cosa 9la stessa Apple si riferiva alla toolbox come User Interface Toolbox) tralasciando quindi la parte dedicata al sistema operativo. Ad ogni modo và detto che la differenza era piuttosto di natura concettuale poichè non esisteva una vera e propria separazione tra le due parti.
Abbiamo accennato ad inizio articolo del fatto che la Macintosh Toolbox risiedesse all'interno della ROM; và quindi detto che a quei tempi il costo di una ROM era notevolmente più basso di quello della RAM e quest'ultime erano anche molto più costose. Da qui la decisione di inserire questo set di librerie, routine grafiche etc all'interno della ROM anzichè in un file di sistema da caricare ad avvio. La parte caricata dal computer all'avvio fu invece chiamata Macintosh System Software e includeva le rimanenti funzioni aggiuntive e il Macintosh Finder, ovvero il browser del filesystem.
Più avanti col tempo questo blocco si è nuovamente unito a quello della ROM ed è stato chiamato Mac OS. Con l'avvento di Mac OS X il nome è nuovamente cambiato in Classic Mac OS in modo da sottolineare la forte differenza tra i due sistemi operativi.
Il meccanismo di trap del processore utilizzato, il MC (Motorola) 68XXX (68000) venne quindi usato dal sistema per instradare le varie chiamate di sistema della Toolbox alle relative subroutines della ROM.
NEW WORLD ROM
Con l'avvento degli iMac finì l'era del beige ma anche quella della Old ROM e della Macintosh Toolbox come era intesa. L'iMac in particolare introdusse la "New World ROM"; la toolbox sparì come forma hardware e fu reimplementata come file sull'hard disk nella cartella di sistema (Mac OS ROM). Il compito di caricare questo file venne quindi passato all'Open Firmware che dopo aver inserito la libreria in RAM faceva continuare come sempre il processo di inizializzazione del sistema.
L'utilizzo delle subroutines all'interno della ROM, benchè potesse essere vantaggioso per quei tempi in fatto di prestazioni generali, non permetteva l'utilizzo diretto di sistemi operativi differenti all'interno del Mac, come ad esempio MkLinux (di cui Apple stessa fece parte). Per consentire un avvio di Linux era necessario creare una partizione del disco dove un bootloader caricava una minima parte del Mac OS per poi trasferire il controllo della macchina ad un altro kernel.
ARRIVA OS X
Con l'arrivo di OS X la ToolBox viene invece caricata via file soltanto quando si cerca di accedere al Blue True Environment - Classic (a conti fatti una sorta di virtual machine). Macintosh Toolbox nel corso degli anni venne ristrutturata e modificata pesantemente per poi trasformarsi nel set di API di sistema Carbon; questo consentì ai programmatori di eseguire il porting delle proprie applicazioni classic in applicazioni native su OS X.
La Macintosh ToolBox è stata originariamente creata con il linguaggio Pascal, per poi trasformarsi (per risparmiare spazio e aumentare le performance) in Assembly per Motorola 68000. Nel corso degli anni, con l'arrivo dei processori PPC (PowerPC) larga parte della Toolbox è stata riscritta in C e C++ (senza quindi utilizzare l'emulazione del processore per codice 68000).
Attualmente una sezione Apple raccoglie ancora i famosi libri sulla Macintosh ToolBox, ovvero i Inside Macintosh, diversi volumi (una volta disponibili anche nel formato cartaceo) che descrivono tutte le API messe a disposizione del sistema.
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- Published:
- 10.7.06 / 8pm
- Category:
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