Due pesi due misure?
In fin dei conti potrebbe sembrare che io nutra un odio viscerale nei confronti di iPhone. Leggendo gli ultimi post qualcuno potrebbe farsi anche un’idea sbagliata. Messi tutti insieme in effetti fanno venire dei dubbi: ma non è che malcom usa Linux e tutto questo è parte di una intrigata macchinazione contro Apple?
In realtà le cose non stanno così; malcom continua ad essere un utente Apple, uno sviluppatore Apple e soprattutto un fan Apple.
Purtroppo però certe non riesco a digerirle.
Prendiamo ad esempio l’ultima notizia in ordine di tempo: Apple può, a sua completa discrezione, rimuovere da remoto ciò che vuole dall’iPhone degli utenti.
Stop, stop un attimo.
Apple, quelli del think different (che almeno hanno avuto la decenza di non usare più ultimamente), fanno una cosa così da… da Microsoft?
Insomma, a tornare un pò indietro con gli anni, non ci vuole poi molto a ricordare una Microsoft nell’occhio del ciclone per tutte le violazioni in fatto di privacy concesse dentro Windows XP (che partono dal firewall corruttibile all’invio di dati personali etc.)
Ancora oggi si parla con disprezzo di tutte quelle macchinazioni fatte dentro Vista (e vabè, spariamo sulla croce rossa lo so, ma è giusto per farvi un altro esempio).
Ve li ricordate tutti gli utenti Mac che sbeffeggiavano i cugini sfortunati? Forse eravate tra loro (e non negate che non ci credo)
Ecco, oggi la cosa passa un pò in sordina (sarà la nicchia, sarà che ogni scarrafone è bello a mamma soja), ma dopo la storia della chiusura, del multitasking (su cui bene o male si può discutere), eccone una bella grossa…
La scusa di Jobs (presa in prestito dalla bocca di Gates e soci, che potremmo dire l’hanno coniata) è stata “è per la vostra sicurezza; ovviamente noi ci auguriamo di non doverla mai usare, ma se dovesse per caso capitare qualcosa…insomma sarebbe stato sciocco non implementarla”.
Per carità come controbbattere.
Potremmo dire la stessa cosa sul TCP Palladium.
Anche quello è per la nostra sicurezza.
Ma quello che più sorprende non sono tanto le parole di Jobs (che avreste detto voi?) quanto come parecchi i siti (mac specialmente) hanno trascurato la gravità della cosa.
Come per la chiusura della piattaforma, come per mancanza di una alternativa allo store, ma anche peggio di tutto questo, le voci si sono fatte sospiri e tutta la faccenda ha preso un’aria tra il mistico e la leggenda per poi svanire senza lasciare tracce.
Sono un fan Apple come parecchi di quelli che leggono queste righe, ma a differenza di alcuni cerco comunque di non dimenticare un pò di obiettività , di senso critico.
Spesso “l’amore” verso qualcosa fa perdere la coscienza di poter criticare ciò che si ama (non fosse altro che per migliorarlo). Che, ovviamente, ci siano degli interessi in gioco da parte di attori più grandi di qualche blogger per la rete è indubbio; che invece molti utenti seguano le stesse orme è invece più grave (e certamente questo atteggiamento è forza stessa di Apple, ma anche un suo grande limite).
E allora non perdiamo di vista il senso delle cose: è davvero tanto diverso il discorso di Jobs da quello del suo tanto criticato amico Gates?
Apple si trova in un periodo d’oro (ultimamente sono stati pubblicati anche alcuni dati da cui risulta essere al primo posto, per il quinto anno consecutivo, nella classifica sulla soddisfazione dei clienti) ma questo non giustifica le troppe “libertà ” prese nei confronti dei propri utenti.
Spesso si criticano gli utenti Linux per la loro paranoia su questi argomenti. Personalmente non amo molto gli estremi (ne da una, ne dall’altra parte della barricata) e questa nuova inclinazione di Apple non è qualcosa che può portare ad una migliore soddisfazione del cliente.
Alex
Non si sta parlando di un mac ma di un telefono.
Un apparecchio molto più diffuso dei mac e più facile da attaccare e secondo me gli hacker stanno con la bava alla bocca.
Non è una microsoftifazfas (eh? ) mi sono impicciato…. microsoftizzazione ma un’apparente microsoftizzazione.
Se il telefono diventa facile preda degli hacker o di malware allora non è più un telefono sicuro.
Penso che l’intenzione di Steve sia di mantenere la tranquillità degli utenti e, soprattutto, la serietà del suo telefono costi quel che costi.
Sicurezza contro “troppa” libertà .
E’ necessario considerare l’iphone come un oggetto diverso da un mac e da un telefono.
E’ un oggetto nuovo, talmente rivoluzionario che è ancora da capire e dove alcuni limiti forse sono necessari. Questo concetto vale anche per il multitasking disabilitato.
Frape72
Io ho letto in giro e mi sono fatto una mia idea…
La cosa secondo me non è grave, non è come tu e altri state dicendo, per me è come il database delle firme degli antivirus che usano i programmi antivirus e quei file mica li consideriamo violazione della privacy, sono solo un mezzo per proteggere i propri dati
Parallelamente vedo in questa ottica questa blacklist che Apple ha messo nell’Iphone, con stessi fini, nè piu’ nè meno
John
Apple sta cercando di mettere ordine in un settore dove disordine ed anarchia sono a tutti gli effetti visti come dei valori; difficile farlo senza il malcontento di qualcuno.
Personalmente non so se sul piano etico, (la mia etica) questo sia bene o male..
Sicuramente questo è un modo di operare che porta risultati.
Nessuna compagnia in tutto il mondo, oggi sarebbe in grado di gestire un fenomeno come iPhone nella moltitudine delle sue sfacettature.
La complessità di questa operazione sul piano etico, culturale e finanziario è enorme.
Apple oggi con iPhone sta tracciando la linea fra quello che è stato l’hardware e il software di ieri e quello che sarà domani. Fra pochi anni questa linea sarà così chiaramente visibile da essere un dato di fatto per tutti. Come dici tu, si credeva che Microsoft sarebbe stata la prima a muoversi con politiche restrittive e di controllo vero. C’è da chiedersi però se questo pensiero fosse dettato dal fatto che a Microsoft stava di fare semplicimente la parte del cattivo o se a Microsoft stava di fare semplicemete ciò che va fatto in questi casi..? Detto meglio: è possibile fare diversamente da Apple per raggiungere lo stesso risultato?
O detto in altri termini: perchè linux continua ad avere una percentuale così bassa di installato (desktop) pur essendo questo per lui il momento del boom?
..oppure perchè Microsoft non è stata la prima ad attivare la politica di cui sopra?
malcom.mac
IMHO il fatto che si tratti di un dispositivo mobile e non di un computer non cambia assolutamente le carte in tavola. E anche se le intenzioni di Apple possono essere le migliori possibili la questione non si riduce certo al fatto in se quanto più ad una questione di principio.
Chi decide cosa posso installare ed usare sul mio (occhio mio, sono 600 euro di cellulare che di certo non ho preso in affitto e non si tratta certo di un regalo di Apple) cellulare? Chi sceglie cosa è bene e cosa è male? Apple in questo modo si fa garante di quello che tu puoi e non puoi fare con una cosa che hai acquistato (certamente nessuno ti obbliga e certamente Apple non ha il monopolio Microsoft, ma questo non giustifica affatto determinate azioni).
Quello che voglio dire è che, pur con tutte le migliori intenzioni, si tratta di una forma di controllo che non si ferma a scegliere per noi le applicazioni ma che si spinge anche ad un controllo remoto sull’apparecchio stesso.
Vi ricordate “I’m Rich”? 900 euro per una applicazione tanto stupida quanto costosa. Non faceva molto, anzi non faceva niente. Sicuramente non meritava certo di essere venduta e comprata ma qualcuno l’ha fatto e si è pure lamentato che l’hanno tolta. Ora lungi da me dire che certa gente non merita i soldi che ha buttato ma comunque ognuno è libero di fare ciò che vuole finchè questo non lede le libertà e i diritti altrui.
Se applichiamo il principio di Apple alla vita quotidiana dovremmo ad esempio fermare tutte quelle persone che comprano amuleti, sassi, sabbia e quanto altro sul generis e che per loro ha un qualche effetto terapeutico. Probabilmente un mondo senza la Marchi o persone del genere sarebbe più sicuro (se non altro per persone così “deboli” da cascarci) ma significherebbe mettersi in mezzo e giudicare in cosa la gente crede o non crede. Se penso che quel sasso mi porti fortuna e decido con coscienza di compralo saranno anche fatti miei no? Se compro I’m Rich perchè voglio un diamante che gira nel mio iPhone saranno anche fatti miei no? Finchè tutto non si traduce in un ricatto (nel primo caso) o in un virus (nel secondo) non c’è niente di sbagliato.
In quel caso Apple si è posta come giudice supremo (che per carità legalmente non ha nessun problema a farlo, non è in una posizione monopolista) nello scegliere se io posso o non posso comprarmi un diamante che gira sul mio iPhone.
La vedreste alla stessa maniera se da un giorno all’altro vi direbbero che per usare le vostre App mac dovete passare per lo store? E se volete comprare un classico, come quelle inutility che fanno vedere gli occhi che seguono il mouse? Peccato, per Apple questa è cattiva pubblicità quindi na na, non puoi.
Anzi lo sai che facciamo? Ti devi aggiornare iLife perchè ormai è troppo vecchio…
Ok sto esagerando ma vi ricordo che è del principio che parliamo.
Sicuramente il modo scelto da Apple è uno dei modi per combattere questi fenomeni. E’ un modo un pò Microsoft. Anni fa prendevamo in giro gli utenti Windows per questo.
Qualche mese fa abbiamo preso di mira Vista e la sua protezione sugli schermi (ve la ricordate quella che degrada la qualità audi/video se ci mettete roba non originale?).
Pensate che a livello teorico siano soluzioni tanto diverse?
Sicuramente non si andrà oltre, sicuramente sto ingigandendo la cosa, ma resta il fatto che non si tratta di una mossa molto trasparente.
John
.. continui a rigirare la stessa frittata.. io avevo tentato di proporre uno spunto diverso ma vedo che non funziona..
malcom.mac
ho scritto quel post mentre stavi inviando il tuo
malcom.mac
che intendi per anarchia nel parco software? Il fatto che non ci sia una specie di cavallo di battaglia come iLife ma che ci sia invece una scelta troppo frammentata?
John
pardon
No,non parlo di questo..
Prima di windows 95 bene o male il software stava al di fuori della vita delle persone “normali”; al massimo faceva parte della vita professionale di alcuni.
Come si sa, da li in poi è diventato man mano un elemento sempre più presente.
Oggi per la maggior parte della gente è normale utilizzare un sistema operativo, installare applicazioni, rimuoverle, mettere i propri dati di quà e di là , salvare cancellare.
Oggi abbiamo una situazione dove utenti medi utilizzano questa o quell’altra cosa a seconda delle esigenze, della moda e della diffusione, senza troppi drammi sentimentali.
Le varie filosofie che stanno alla radice della produzione del software alla media della gente interessa poco; Il software è visto come qualche cosa che qualcun altro fa, che se si può non pagare è meglio e che o già c’è o alla fine da una parte o dall’altra, salta sempre fuori (e casomai ci pensa miocuggino). Eventi come la diffusione del p2p e alcuni frammenti di filosofia arrivati dal mondo del software libero hanno poi generato una sorta di micro-mono-cultura per cui rubare software o musica in rete è anche mezzo-giusto perchè alla fine sei dalla parte dei buoni.
Microsoft all’inizio ha munto la vacca il più possibile fregandosene completamente, poi ha piazzato 3 bei lucchetti scintillanti a salvare le apparenze rimandando altre decisioni a futuri scenari prossimi possibili..
Apple nella sua campana di vetro (bianco) ha avuto il tempo di riprendersi dalle ferite e il giorno che ha deciso di uscire definitivamente l’ha fatto con un oggetto rivoluzionario e una pianificazione precisa su lunga scala. Pianificazione in cui uno degli elementi fondamentali è il famigerato “controllo sul software”…
Quando dici: “Sicuramente non si andrà oltre, sicuramente sto ingigantendo la cosa, ma resta il fatto che non si tratta di una mossa molto trasparente.” Io credo invece che non solo si andrà oltre ma che Apple stia anche tracciando la rotta per molte altre aziende in questo settore…