(Apple) Scorci di futuro (Parte I)
Il periodo che, informaticamente parlando, stiamo vivendo rappresenta sicuramente uno dei più movimentati da parecchi anni a questa parte. Come in una partita a scacchi le aziende del settore si stanno preparando per quella che sarà la seconda era di Internet (che realisticamente parlando potrebbe essere prevista tra non più di una manciata di anni).
Quello che vorrei fare in questo e in una serie di articoli che verranno nei mesi avvenire è analizzare (senza la presunzione e di essere esaustivo) le situazioni dei maggiori competitor tra luci ed ombre delle rispettive strategie.
Ovviamente iniziamo con Apple.
Apple
La Apple che conosciamo oggi ha iniziato la scalata della vetta nel "lontano" 1998 con l'arrivo dei primi iMac e poi qualche anno dopo (2000 la prima beta) con il rilascio di nuovo (agognato per anni) sistema operativo in grado di concorrerre con i nuovi standard del settore (per quanto possa sembrarvi strano a quell'epoca Mac OS tecnologicamente parlando non rappresentava certo qualcosa che Microsoft avrebbe voluto "fotocopiare" ).
La società di Steve Jobs si è creata quindi una nuova identità (o meglio ha rispolverato quella voglia di innovare per anni il suo segno distintivo) e poi ha iniziato a produrre tutta una serie di device che oltre a generare elevati guadagni (oltre 150 milioni di iPod dal settembre 2007) hanno contribuito in maniera fondamentale a creare quel look che tante aziende desiderano.
Ma torniamo al presente: stando inoltre alle ultime dichiarazioni del CFO P. Oppenhimer nella presentazione del Q3 di qualche giorno Apple presenterà presto qualcosa di radicalmente diverso (Oppenhimer parla esplicitamente di qualcosa a cui la concorrenza non potrà aspirare per un bel pezzo).
La notizia che qualcosa di grosso bolle in pentola è confermata anche dalla previsione di margini di profitto inferiori ai precedenti risulati fiscali (si parla di un 31.5% rispetto al 34.1%).
Mac OS X
Per quanto riguarda il lato software di Cupertino non sembrano esserci notizie rilevanti. E' ormai noto che gli ingegneri di Mac OS X sono al lavoro con Snow Leopard (previsto per la metà del prossimo anno), un aggiornamento che sembra non toccherà la veste grafica ma che introdurra alcune sostanziali modifiche sotto il cofano. Ci si chiede quindi se questo non sarà un punto di partenza, una sorta di consolidamento del lavoro fin qui svolto, per poi procedere alla stesura di una nuova roadmap.
(vi rimando al post che seguirà a breve per conoscere alcune delle novità che faranno parte di SL).
Il Software
Quando si parla di Apple sembra impossibile non citare almeno una tra tutte quelle voci che circolano intorno e che vogliono grandi sconvolgimenti (una su tutte il passaggio ad Intel).
Tra queste c'è anche la tesi che vorrebbe una Apple impegnata nel solo mondo del software, e quindi licenziando a tutti quei produttori di hardware il proprio gioiello di casa.
Questa notizia, in qualche modo tornata alla ribalta alla luce dalle recenti vicende della Pystar (che a voler essere maligni poteva sembrare anche una sorta di escamotage con cui la Apple avrebbe potuto vedere le reazioni del mercato) continua però ad avere poco senso.
Se lo sbarco su piattaforma Intel avrebbe (come poi abbiamo effettivamente verificato) portato Apple a vendere macchine più appetibili e contemporaneamente beneficiare di un progresso tecnologico costante nel tempo (cosa che Motorola prima e IBM poi avevano dimostrato di non saper fare ne di esserne interessate), questa nuova via non sembra promettere niente di vantaggioso. Ad oggi l'azienda di Jobs si trova in un periodo molto positivo (complice il flop di Vista e la poca reattività del mondo Open) in cui il massimo profitto può essere tratto riuscendo a vendere quanto più hardware possibile.
L'idea di un Mac OS X distriubuito alla stessa stregua di Windows sembra francamente deleterio e poco realistico.
Inoltre va tenuto conto di quella che è sempre stata la via maestra di Jobs: legare il software e l'hardware cercando di trarne il connubio perfetto (anche se qualcuno incomincia a chiedersi se tutta questa fama, e questa crescita di share, stiano portando la società di Cupertino a realizzare prodotti qualitativamente inferiori). Trasformarsi in una Microsoft (quando la stessa Microsoft in qualche modo ha guardato Apple nel settore del gaming) senza avere ne il peso ne la forza (per quanto se ne possa dire le possibilità in fatto di ricerca che ha Microsoft sono ordini di grandezza superiori) sarebbe una scelta quanto mai discutibile.
D'altro canto l'idea che Apple possa in questo modo guadagnare grandi fette di mercato (o addinittura superare Windows) è fuori dal mondo (e francamente, viste le ultime mosse di Apple in fatto di protezioni e limitazioni su iPhone, non è una cosa da auguarsi).
E' invece più facile continuare a rimanere nel proprio settore e aprire i tentacoli verso l'esterno (come è stato fatto precedentemente da iPod, e ora da iPhone); d'altronde il settore del computer non è al momento il più redditizio ne quello dove Apple può sfondare più facilmente.
Il Web
Come azienda Apple è arrivata tardi al web. Tuttavia negli ultimi anni quella che prima poteva essere una scelta ora è diventata una necessità. Prima con l'adesione e il contributo sostanziale al progetto WebKit (che ad oggi gareggia con successo col più blasonato, ma anche più appesantito Gecko di Firefox; è notizia recente l'introduzione di un nuovo engine per il runtime JavaScript, SquirrelFish, le cui performance sono un punto critico per un buon supporto alle nuove web applications ) e più recentemente con il rilascio di SproutCore, Apple ha capito che entrare a far parte di quello che sarà il Web di terza generazione (per quanto queste definizioni lascino il tempo che trovano) è una partita nel quale far parte dei vincitori è fondamentale (in verità un antenato nominale di SC lo possiamo ritrovare in nuovo engine per il runtime JavaScript, SquirrelFish, le cui performance sono un punto critico per un buon supporto alle nuove web applications ) e più recentemente con il rilascio di SproutCore, Apple ha capito che entrare a far parte di quello che sarà il Web di terza generazione (per quanto queste definizioni lascino il tempo che trovano) è una partita nel quale far parte dei vincitori è fondamentale (in verità un antenato nominale di SC lo possiamo ritrovare in WebObjects - sviluppato in Java - che ad oggi non gode di molto appeal al di fuori delle mura di Cupertino)
Ma prima di parlare di SproutCore diamo un'occhiata in giro.Lo sviluppatore che oggi volesse creare un’applicazione per il web si troverebbe davanti ad un bivio: potrebbe scegliere di sviluppare il proprio progetto con le tecnologie proprietarie di Adobe (Flash, Air), di Microsoft (Silverlight) o di Sun (Java), con il conseguente set di plugin che l’utente dovrà scaricare per il loro funzionamento (sebbene Java ormai possa essere considerato un prodotto open); potrebbe invece decidere di seguire la strada tracciata da Google ed utilizzare linguaggi Open, come HTML, Javascript, Ajax e CSS (il web oggi è un grosso mal-di-testa...)
Tutte queste soluzioni si inquadrano nel cosidetto cloud computing, ovvero un insieme di tecnologie che permettono l'utilizzo di risorse (CPU, storage...) distribuite (cit. Wikipedia). In parole povere il sistema remoto è la nuvola (cloud) a cui il nostro device si collega per comunicare ricevendo o inviando dei dati.
SproutCore in particolare è un framework open source basato su JavaScript e realizzato con in mente il concetto dietro Cocoa (le API utilizzate per programmare su Mac); esso permette di realizzare applicazioni JS leggere e veloci in grado di comunicare utilizzando Ajax (per onore di cronaca SC è un progetto open di Charles Jolley, successivamente entrato in Apple).
La scelta di avere un profitto indiretto dalla distribuzione aperta di questo progetto (al contrario di Adobe e Microsoft) deriva proprio dalla natura hardware dell'azienda, di cui abbiamo parlato abbondantemente in precedenza.
In conclusione lo scenario del web non è ancora definito, ma anzi, le varie parti in causa sono ancora impegnate nello spingere le proprie soluzioni. Dopo parecchi anni dall'introduzione del cosidetto network computer (di cui Jonathan Schwartz fu uno dei maggiori promotori) si incominciano infine a vedere i primi passi veri.
Sebbene Apple non sia interessata (per il momento) alla conquista del web è quanto mai naturale vederla spingere verso soluzioni il più compatibili possibile.
Comunque di SproutCore (e di come possa essere un importante nemico per Flash) parleremo in maniera più approfondita più avanti.
Il Resto
Il resto di Apple è tutto quello che orbita intorno ad iTunes. Si parte quindi dal mercato musicale, fino a quello dei film e ora delle applicazioni. E' un mercato che sicuramente è partito in maniera trasversale rispetto a quelli che erano i veri interessi della società (le vendite di iPod) ma che si sta rivelando oggi un tassello importante (come in generale lo è il mercato in generale dell'intrattenimento).
Sebbene Jobs sia più volte sceso in campo contro quello che il DRM nella musica e nei film, ogni giorno di più riesce difficile vederlo come un palatino o un crociato per il bene degli utenti (e a questo vi rimando il precedente post su questo blog).
Concludendo oggi Apple è una società che salta tra luci ed ombre, impegnata nel proteggere i propri prodotti limitando i conseguenti schizzi di fango sulla propria "immagine pulita" di società innovatrice e, in qualche modo, anti-tutto-quello-che-è-Microsoft. Una situazione che a suo modo è rischiosa (e in questo ci sembra di rivedere Google) e che se non gestita nella giusta maniera può far crollare tutto quello che è il castello faticosamente ricostruito negli anni passati.
In questo senso Apple rischia molto più di Microsoft (che si ritrova ad oggi in un delicato momento di transizione), ma ha anche diverse possibilità in più.
E' per esempio il momento giusto (leggi Vista) per spingere il proprio OS (e lo sarebbe anche per Linux se fosse realmente pronto e spinto nella giusta maniera) e per dimostrare ancora una volta in più al mondo le alternative.
Ci possiamo chiedere ad esempio perchè non ci sia ancora un prodotto Apple veramente appetibile (e qui comunque ci sarebbe da fare un discorso marketing) in grado di portare le masse (iPhone è un ottimo prodotto ma tutte le sue limitazioni, i suoi lucchetti e gli accordi commerciali lo rendono al tempo stesso "altamente desiderabile" ma ancora per "pochi-eletti").
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