Archive for August, 2008
Sempre nell’ambito del progetto websmslib (che ho aggiornato proprio oggi con la 1.0.4) sto cercando degli utenti di telefonia mobile, in particolare di Vodafone e TIM (e anche Tele2).
Infatti ho appena finito di realizzare il plugin per TIM, aggiustare quello per Vodafone e sarebbe bello avere altre conferme.
Nel giro di una settimana dovremmo avere anche un piccolo sito web con la guida per realizzare altri plugin mentre prima di fine settembre ci sarà il client per Mac e una prima versione di quello per iPhone.
Il mio indirizzo email è malcom punto mac @gmail.com.
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Qualche giorno fa ho contattato Claudio, l’autore di WebSMS, chiedendo se fosse in programma una versione del suo ottimo widget per iPhone. Purtroppo per motivi di tempo, benchè fosse in programma, ancora non aveva avuto modo di lavorarci.
Ho così deciso di provare a fare qualcosa ma mi sono reso conto che (insieme alle mie limitate capacità verso JavaScript) l’SDK per iPhone non include diverse cosette tra le quali, ad esempio, libcurl (parte fondamentale del widget stesso).
L’unica soluzione a portata di mano è stata quindi quella di riprendere l’architettura del codice e tentare un porting verso Objective-C e Cocoa; così un paio di giorni fa ho iniziato a studiarmi la cosa e sono riuscito a tirare su una libreria compatibile sia con Mac OS X, sia con il suo fratellino mobile iPhone.
websmslib si può scaricare da qui ed è compresa per il momento all’interno di un piccolo client molto rozzo (compatibile dal 10.4 in su) ma in grado di fare il suo sporco lavoro (sto lavorando alle due versioni Mac e iPhone, presto vi farò sapere): al momento ho avuto modo di testare solo i servizi Vodafone e Tele 2 (che sono i plugin che troverete dentro) ma per chi volesse dare una mano, portare i plugin di WebSMS Widget verso websmslib è davvero questione di qualche minuto.
Presto tirerò su una pagina web del progetto e, insieme ai sorgenti (dimenticavo, ovviamente il tutto è distribuito con licenza GPL), anche un pò di documentazione.
Se siete interessati fatevi sentire.
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Si fanno largo le prime informazioni su quella che dovrebbe essere la piattaforma alternativa ad Apple ed il terzo incomodo nella lotta tra Windows Mobile e Symbian.
In un recente comunicato sul blog del progetto Google conferma la presenza di un Android Market postando anche qualche screenshot e rivelando qualche interessante informazione.
Una prima versione beta del servizio sarà disponibile contestualmente al rilascio dei primi dispositivi mobili compatibili.
Dopo un primo periodo in cui sarà possibile distribuire soltanto software gratuito, Google prevede un aggiornamento nel quale sarà data la possibilità agli sviluppatori di vendere realmente i propri prodotti con supporto per il versioning, profili multipli per diversi device e diverse altre interessanti opzioni. Al contrario di Apple non verrà fatto un controllo preventivo sulle applicazioni distribuite ma ci si affiderà ad un sistema di rating con cui gli utenti potranno dare un voto ai prodotti.
“Gli sviluppatori potranno distribuire le proprie applicazioni utilizzando un servizio di hosting open e sarà possibile votare le applicazioni proprio come oggi è possibile con i video di YouTube; abbiamo scelto il termine “market” anzichè “store” perchè desideriamo far avere agli sviluppatori un servizio aperto dove potersi far conoscere” dice Eric Chu, responsabile Android Mobile Platform.
Google si affiderà ai propri tool di ricerca per permettere agli utenti di cercare nel market quello che desiderano ottenendo i risultati più rilevanti in modo trasparente e facile; non c’è da parte di Google, dice sempre Chu, la volontà di ottenere un introito percentuale delle licenze vendute dagli sviluppatori (quello che succede invece con iPhone).
Quale sarà la soluzione vincente? Se da una parte Google potrebbe andare incontro a dei problemi di sicurezza è anche vero che la realizzazione di un market di questo tipo fa si che gli sviluppatori siano anche più invogliati a sviluppare software per Android. E’ interessante notare, al di là dell’aspetto della sicurezza, la volontà della società di Mountain View di rinunciare agli introiti derivati dalla vendita delle licenze (che per iPhone sono ben il 30% di ogni licenza venduta più la sottoscrizione una tantum al servizio developers).
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Riprendo velocemente un post di qualche giorno fa per segnalare quello che a mio avviso è un ulteriore segno di come la Yellow Box, o almeno quella che era l’idea di fondo, sopravvive ancora e che presto sarà qualcosa che potrete toccare con mano (stranamente sembra che la stampa ’specializzata’ nostrana abbia ).
Nei primi giorni di giugno abbiamo visto quella che è la strategia di Apple nella lotta per le Rich Internet Applications: per farla breve Apple ha introdotto (o meglio ha supportato) un nuovo framework chiamato SproutCore che ha come finalità quella di portare l’idea dell’MVC (Model View Controller) dal desktop development al web. In realtà, come afferma anche l’autore Charles Jolley (ora dipendente Apple), non si tratta di un porting del framework Cocoa (AppKit e Foundation) verso il web, quanto più di una libera ispirazione verso i concetti che lo caratterizzano.
Ma c’è qualcuno che ha fatto di più: due ragazzi, Francisco Tolmasky e Ross Boucher (laureati da meno di un paio d’anni e con un passato già in Apple), hanno non solo portato Cocoa sul web, ma perfino il runtime di Objective-C.
Il progetto, manco a dirlo, si chiama Objective-J (J per javascript) e comprende buona parte di Cocoa (che in questa implementazione prende il nome di Cappuccino) ed è per ora alla base della loro prima applicazione, 280 Slides (la compagnia da loro fondata, qualche mese fa, è 280 North).
280 Slides è quello che potremmo definire il Keynote o il PowerPoint del web. Su MacOS X si fatica a capire che si sta usando una web app anzichè una normale applicazione desktop.
Ma torniamo a Objective-J: “abbiamo costruito un preprocessore client-side the prende il codice Objective-J e lo traduce in JavaScript nativo; e questo ovviamente include un runtime Objective-J”. Il codice javascript viene quindi eseguito direttamente dal browser.
“Da qui siamo partiti per implementare buona parte del framework Cocoa al fine di poter permettere la realizzazione veloce di web app con gui”. Cappuccino è una re-implementazione di Cocoa in Objective-J ed include AppKit, Foundation, CoreGraphics e parti del CoreAnimation.
L’idea, affermano gli autori, nasce dall’esigenza di poter creare in maniera facile (nella misura in cui sono facili per il desktop) applicazioni senza dover necessariamente conoscere HTML,CSS o JavaScript.
Al contrario di SproutCore infatti, Cappuccino e Objective-J approcciano in maniera totalmente differente il web development. Siccome Cappuccino gira interamente lato client non c’è bisogno di generare HTML o CSS; tutta l’interfaccia viene scritta direttamente con Objective-J e Cappuccino.
AppKit genererà per noi gli elementi DOM della pagina, ma in verità non si tratta che di una particolare implementazione; se un giorno il web fosse SVG non ci vorrebbe molto a trasferire Capuccino su SVG.
Dal punto di vista tecnico Objective-J viene tradotto in puro codice JavaScript prima di essere eseguito (e questo rende il caricamento iniziale più lento rispetto ad altre soluzioni) al contrario, ad esempio di SproutCore. Tuttavia Boucher ha riferito come la società abbia un tool in grado di preprocessare il codice Objective-J eliminando il carico sul client e il tempo di esecuzione (a questo ovviamente si devono aggiungere le ultime notizie che riguardano nuovi e potenti motori javascript sia per Safari 4 sia per Firefox 3.1).
Cappuccino e Objective-J saranno disponibili come prodotti opensource perchè, come hanno detto gli autori stessi, è il miglior modo per programmare su web (nonchè il miglior modo per renderla adottabile dal più grande pubblico possibile).
Mentre Sproutcore aggiunge MVCC a HTML+CSS+JS, Cappuccino permette a tutti i programmatori che fino ad oggi hanno sviluppato desktop app, di saltare sul web mantenendo quelle che sono le pecurialità di sviluppoo di un ambiente sicuramente più completo e rodato.
Entrambi i prodotti verranno distribuiti al pubblico nel più breve tempo possibile (in questi giorni i giovani sviluppatori stanno ripulendo il codice dopo aver distribuito 280 Slides su internet) sebbene nessuna data sia stata formalmente espressa.
Quello che ci chiediamo invece è se e quanto tempo passera prima che Apple adotti una tecnologia simile, magari implementendola con Interface Builder e XCode…
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In fin dei conti potrebbe sembrare che io nutra un odio viscerale nei confronti di iPhone. Leggendo gli ultimi post qualcuno potrebbe farsi anche un’idea sbagliata. Messi tutti insieme in effetti fanno venire dei dubbi: ma non è che malcom usa Linux e tutto questo è parte di una intrigata macchinazione contro Apple?
In realtà le cose non stanno così; malcom continua ad essere un utente Apple, uno sviluppatore Apple e soprattutto un fan Apple.
Purtroppo però certe non riesco a digerirle.
Prendiamo ad esempio l’ultima notizia in ordine di tempo: Apple può, a sua completa discrezione, rimuovere da remoto ciò che vuole dall’iPhone degli utenti.
Stop, stop un attimo.
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Ieri, parlando delle ultime mosse di Apple, abbiamo accennato alle nuove possibilità offerte dal web, e di come in questi ultimi anni le più grandi società del settore siano impegnate nella lotta per far emergere le proprie soluzioni software nella realizzazione di quelle che sono le cosidette RIA (Rich Internet Applications).
Nello specifico possiamo individuare due fronti, quello che spinge per il web a standard aperti (in cui il maggiore sostenitore è Google seguito dalla stessa Apple), e un frammentato universo di soluzioni proprietarie (in cui individuiamo Adobe con Flash/AIR, Microsoft con Silverlight e infine Sun con Java [1]).
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Piccola comunicazione di servizio per aggiornavi di un paio di cose. Innanzitutto il sottoscritto sarà in vacanza (quella vera) da domani fino all’11 di Agosto (poi purtroppo si tornerà a studiare) per un viaggio di una settimana a Parigi. Spero di poter postare qualche foto al volo ma non ci spero molto (seguirà comunque il resoconto al ritorno, non ve la cavate di certo). Se avete qualche dritta o qualche bel posto da non mancare buttate giù due righe sui commenti.
Per il resto proprio oggi ho distribuito la seconda beta di OFAPI (la libreria per phpBB) che trovate qui. Inoltre ho funzionante una prima versione di Nautilus (il relativo client per Mac) che vi farò vedere al più presto. Entro settembre poi incomincerò i lavori per la controparte iPhone e Android. Se qualcuno vuole unirsi al progetto (presto creerò una pagina su sourceforge), magari lavorando per Windows, vi aspetto.
Per quanto riguarda Nemo, a dispetto dei post sul forum, il progetto non è assolutamente morto. Purtroppo per fixare alcuni bug ho bisogno di internet (e internet non è così appagante visto da una connessione gprs); quindi abbiate un pò di pazienza.
E le notizie finiscono qua. Quindi buone vacanze a chi parte e chi rimane (magari un altro post prima di domani ce lo faccio scappare…).
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Il periodo che, informaticamente parlando, stiamo vivendo rappresenta sicuramente uno dei più movimentati da parecchi anni a questa parte. Come in una partita a scacchi le aziende del settore si stanno preparando per quella che sarà la seconda era di Internet (che realisticamente parlando potrebbe essere prevista tra non più di una manciata di anni).
Quello che vorrei fare in questo e in una serie di articoli che verranno nei mesi avvenire è analizzare (senza la presunzione e di essere esaustivo) le situazioni dei maggiori competitor tra luci ed ombre delle rispettive strategie.
Ovviamente iniziamo con Apple.
Apple
La Apple che conosciamo oggi ha iniziato la scalata della vetta nel “lontano” 1998 con l’arrivo dei primi iMac e poi qualche anno dopo (2000 la prima beta) con il rilascio di nuovo (agognato per anni) sistema operativo in grado di concorrerre con i nuovi standard del settore (per quanto possa sembrarvi strano a quell’epoca Mac OS tecnologicamente parlando non rappresentava certo qualcosa che Microsoft avrebbe voluto “fotocopiare” ).
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