Android & iPhone

Posted on the July 8th, 2008 under Blog Cafe by Daniele Margutti

Qualche settimana fa abbiamo parlato di quali sono i problemi di Windows e di come Apple, pur rimanendo nella sua nicchia, possa continuare ad attrarre a se (oggi più che mai) utenti e sviluppatori.

Questa volta non parleremo di Mac, ma di come spesso la storia si ripeta sempre uguale a se stessa (nel bene, ma anche nel male). Oggi parliamo di Google Android e di iPhone.

Il mercato dei cellulari, sebbene negli ultimi mesi abbia avuto un notevole rallentamento (dovuto più alla mancanza di nuovi servizi in grado di far desiderare l’ennesimo nuovo acquisto, piuttosto che ad una normale e prevedibile contrazione fisiologica) rimane comunque uno dei mercati tecnologici attualmente più redditizi.

Le statistiche per il 2005 (uno degli anni di maggior crescita per questo mercato) parlano di almeno 700 milioni di unità vendute; lo stesso anno i PC (intesi in senso largo, quindi parliamo di laptop ma anche di desktop) non hanno neanche sfiorato le 200 milioni di unità vendute.

Già da questo possiamo incominciare a pensare quanta e quale importanza rivestirà questo device negli anni a venire.

A rafforzare ulteriormente questa tesi ci sono gli eventi di questi ultimi tempi come lo sbarco di iPhone e quello di Google, ma anche più recentemente l’acquisto da parte del colosso finlandese Nokia di Symbian OS (che attualmente rappresenta, con le sue diverse incarnazioni, oltre il 60% del parco dell’installato).

Tuttavia ci troviamo ancora oggi a navigare in quello che sembra un medioevo informatico per il settore della navigazione mobile; a ben pensarci possiamo ritrovare un parallelo nello scontro tra titani per la conquista del mercato dei pc.

 

A questo punto devo ammettere una cosa. Nello scontro tra Android (di Google) e iPhone (di Apple) tifo per il primo. Pur essendo prima uno sviluppatore Mac e poi iPhone, non ho mai nascosto un certo prurito all’idea di un software controllato totalmente da Apple (che questa volta non si limita ad un assetto chiuso come quello nel desktop, ma ad un unico punto di commercializzazione che come tutte le cose di questo genere viene fatto passare sotto la scusa di voler dare sicurezza all’utente finale - non so voi ma a leggere queste press release incomincio a sentir puzza di trusted rincarnato).

Tuttavia è doveroso ammettere come ad oggi sia stata Apple a fornire tutte le soluzioni migliori per il mobile: è innegabile infatti che la volontà di controllare sia hardware e software abbia portato gli indubbi vantaggi che scopriamo ogni giorno con il nostro Mac; inoltre parlando nelle vesti di programmatore (per quanto si tratti ancora di questioni fumose e soggette ad possibili radicali cambiamenti) non c’è paragone tra il software di sviluppo a corredo di iPhone e quello attualmente disponibile per Android.

 

Il grosso vantaggio di Apple è quello di controllare iPhone dal basso verso l’alto, ogni singolo chipset, il case, l’OS, l’interfaccia utente e tutto il resto. Apple conosce esattamente come apparirà l’interfaccia all’acquirente finale. La dipendenza di Google dai diversi produttori hardware e dai carrier di telefonia (che in tutta questa storia rappresentano il vero male) le toglie inesorabilmente il controllo del prodotto mettendolo nelle mani di chi, fino ad oggi, non ha fatto altro che peggiorare la situazione.

Di contro il motto del team di sviluppo Android “programma ciò che vuoi, installalo dove vuoi” (”code what you want to code, install what you want to install”) è innegabilmente più attraente (sebbene poi mi siano giunte voci, tutte da confermare, che anche Google avrà un suo negozio per Android).

In un mondo ideale sarebbe facile dare Google come il vero vincitore, ma ad oggi è difficile riporre nel progetto più aspettative di quanto non se ne possano dare a Symbian (anch’esso sulla strada, quasi obbligata, dell’open source).

In un certo senso sembra d’essere ritornati ai primi anni dell’informatica consumer (e in verità due dei protagonisti sono ancora lì) con in più l’elemento sorpresa dei carrier. Quando penso al controllo che gli operatori vorrebbero continuare ad avere sulle proprie reti (sono notizie di questi giorni le tariffe, ridicole, proposte dalle telco italiane per iPhone) mi immagino una ENEL qualsiasi che cerca di imporre agli utenti come utilizzare i propri elettrodomestici soltanto perchè l’energia la produce lei (in questo senso l’opera di Google in america è più che lodevole).

 

Ma lasciamo stare per ora la disastrosa politica protezionista che assumono le telco all’alba dell’internet mobile, e torniamo a parlare di Google ed Apple.

Ad un anno dall’uscita di iPhone (e più o meno lo stesso periodo dall’uscita della prima -rudimentale- SDK per sviluppare sotto Android) la situazione sembra volgere benone solo per la prima.

Mentre su iPhone si accapigliano come donnicciole tutte le telco, l’opera di Google stenta ancora a prendere quota (si vocifera, dopo la presentazione di un primo modello al CES di questo anno, che il primo modello Android-based non vedrà la luce prima di fine anno… e si tratta, a mio parere, di una stima fin troppo ottimistica).

 

Un altro punto critico per Google, come abbiamo già accennato precedentemente, riguarda gli sviluppatori.

Il Journal di qualche tempo fa riporta alcuni stralci di interviste che recitano più o meno così:

“Dopo aver incassato il si di alcuni tra i più grandi sviluppatori mobile, Google è costretta a fare i conti con le critiche piovute su un SDK ancora non pronto e in costante evoluzione”

e ancora

“Qualche sviluppatore asserisce che sviluppare con i tool Apple sia molto più facile grazie anche alla quasi compatibilità con lo sviluppo Mac”

e infine

“Andy Rubin, direttore della piattaforma mobile di Google, afferma che l’impegno nello sviluppo del software accomunato alla necessità di dare ai carrier la possibilità di creare guadagni chiede del tempo - ‘E’ qui che ci sono i guai’”

Così mentre si allunga in maniera impressionante la fila di carrier disposti a fare “faville” per accaparrarsi l’esclusiva di vendere iPhone (a tal proposito volevo ricordarvi come gli stessi Apple Store che vendono iPhone non vengano riforniti da Apple stessa, ma dalle telco che hanno vinto la gara nei rispettivi paesi), la piattaforma di Google stenta a prendere il volo.

Un’altra notizia importante, come avevo accennato ad inizio articolo, è la recente acquisizione del 52% di Symbian, la casa che sviluppa l’omonimo OS che attualmente fa la voce grossa nel settore del mobile.

La notizia, accompagnata anche dal fatto che a breve Symbian diventerà un progetto open source (e questo non può che far bene al mercato) non farà certo di Nokia un’azienda dai gadgets più “sexy” (come Apple) ma permetterà comunque un più rapido sviluppo della piattaforma e una migliore integrazione con i device del suo più grande cliente.

 

Ad ogni modo, vale la pena ricordare come Apple e Google non possano essere considerati come rivali in senso stretto, più o meno nella stessa maniera in cui non si può confrontare il mercato Mac con quello Windows.

Apple, come al solito, ha deciso di puntare tutto sull’integrazione e l’ottimo connubio che soltanto soluzioni proprietarie ad hoc possono permettere, mentre Google sta facendo la parte di MS (con l’enorme differenza che non si tratta di riuscire a derivare profitti dalla vendita di Android stesso, quanto più riuscire a creare un nuovo mercato dove farla da padrone) sviluppando una soluzione software utilizzabile - sperabilmente - su una moltitudine di apparecchi.

 

Attutalmente va dato atto ad Apple di aver iniziato una sostanziale modifica dell’assetto nel settore mobile sia dal punto di vista della gerarchia (abbiamo per la prima volta visto compagnie telefoniche “piegarsi” - in parte almeno - dietro ad apparecchi anzichè dettar regole) sia dal lato tecnico (con una interfaccia che per la prima volta rende più comodo interagire con dispositivi mobili - vi sfido ad usare Windows Mobile sull’HTC che ho qui in tasca senza dove ricorrere ad una pennetta e degli occhiali).

Guardando il mercato globale spero comunque che Android possa dire la sua contrastando quello che è sempre stato terreno di Symbian, e minor parte di Windows Mobile. Le intenzioni ci sono sicuramente sebbene i numerosi ritardi e lo sviluppo ancora grezzo dell’ambiente stesso possano far perdere alla piattaforma quel grande hype che s’era conquistata appena dopo l’annuncio un anno fa (sebbene poi, dal punto di vista tecnico, Android non abbia molto da invidiare all’OS di iPhone).

Nelle prossime settimane inizierò a sviluppare un progetto che vedrà la luce come applicazione web, per iPhone e per Android. Conto quindi di tenervi informati su tutti quelli che sono i miei commenti a riguardo di entrambe le piattaforme.

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2 Responses to 'Android & iPhone'

  1. July 12, 2008 at 4:20 pm
    John
  2. July 16, 2008 at 2:08 am
    malcom

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