Il vizietto della Mela
A volte guardare i fatti da un'altra prospettiva aiuta. Proprio ieri Microsoft ha beccatto una nuova batosta, dopo la bocciatura di OpenXML: l'antitrust europeo sembra ben deciso a non passare sopra le accuse di monopolio del gigante di Redmond.
E' un momento duro (tra virgolette visto che la multa equivarrebbe agli utili di una giornata di lavoro) per l'azienda di Bill che dopo il mezzo flop iniziale di Vista (le esose richieste di sistema hanno spinto molti produttori hardware a preinstallare XP almeno per il momento) viene accerchiata un pò da tutti (proprio ieri IBM ha presentato Symphony, una nuova suite d'ufficio).
Ma spostiamoci per un altro dal classico nemico e diamo un'occhiata nell'orticello di Steve, che pur prendendo furbescamente le difese del popolo della rete contro i DRM (proprio in questi giorni la Commissione Europea lo sta ascoltando sulla faccenda iPod e iTunes) sembra non essere poi molto diverso dal suo lentigginoso compare americano (dite la verità, avevate dubbi?).
Con l'uscita di iPhone Apple sta cercando nuovamente di seguire la sua strategia commerciale di chiusura e controllo. Niente di nuovo, ma ora che il businnes non è più centrato sui computer (e verosimilmente assisteremo ad una trasformazione in una specie di mini Sony americana) la cosa balza all'occhio immediatamente.
iPhone è un sistema blindato (per quanto ovviamente sia possibile per il software) il cui uso è limitato ad un solo carrier esclusivo e la cui espandibilità è ridotta ad uno sviluppo davvero povero.
Tutto questo perchè ad Apple la facceda conviene.
iPod ovviamente non fa eccezione: sviluppare prodotti per iPod significa stare a stretto contatto con Apple, che alla fine della giornata controlla e incassa (i nuovi iPod per esempio tagliano fuori tutti i prodotti di terze parti che non hanno il chippetto di controllo).
Come Apple incassa più soldi dai device che non sono Mac, è ancora più lucroso il mercato dove vengono escluse e blindate le possibilità di espansione esterna libera.
Lo stesso Jobs ama il business chiuso (è altresì vero, ripercorrendo gli anni passati, che i periodi di maggiore blindatura sono proprio quelli con l'attuale iCeo), ma non è solo questione di soldi, c'è anche un discorso di filosofia che poi è molto vicino alla verità: è che Apple è convinta di essere migliore di tutti gli altri e non ha bisogno di nessuno. Se non fosse per la volontà degli utenti di avere un'ampia scelta è abbastanza sicuro che Apple chiuderebbe pure Mac OS X. Ovviamente il problema non si pone, ma basta guardare Pages, Keynote, Logic, FinalCut Studio etc per farsi un'idea di come idealmente vorrebbe fosse la propria piattaforma.
Con iPod/iPhone invece il discorso è diverso: Apple vuole che tutto funzioni perfettamente e il controllo della struttura deve essere totale (che ha come effetto non secondario anche parecchi soldi in cassa): la stessa tecnica è usata da anni anche da Nintendo - un nome che si avvicina ad Apple per innovazione e cura - e sulle Xbox di Microsoft.
Tuttavia non è un controllo sulla qualità del sistema. Ad Apple questo interessa poco: il discorso è più simile al noleggio di server dove aziende come IBM, Sun o HP intascano tonnellate di soldi per il 'servizio' (il cosidetto service support).
Ora sono comparse anche le suonerie: ogni telefono da anni a questa parte, perfino i vecchi 3310, permettono la creazione o l'upload di suonerie mp3 personalizzate. E' una cosa che può essere divertente e d'altronde 15 secondi di audio non danneggiano nessuna casa discografica.
Ma Apple ha deciso che forse vendere pure suonerie per l'iPhone poteva essere un buon modo per tirare fuori denaro. E la stessa cosa per i giochi che sono incompatibili tra nuovo e vecchio iPod e ovviamente non è previsto alcun genere di update.
In compenso come è per Mac probabilmente sarà per iPod/iPhone e alla fine agli sviluppatori verrà concessa la possibilità di scrivere software per questi prodotti facilmente; d'altronde iPhone come è oggi và su due tipi di mercati: gli early adopters fans (quelli che voglio la roba tecnologica più nuova e fighetta e posso pagarla cara) e i pro user. Entrambi, ma soprattuto i secondi, hanno bisogno di software che iPhone non ha e non potrà avere se non con l'apertura della piattaforma.
D'altronde la scusa della sicurezza può star bene solo ai i fans accaniti e bendati.
Programmare Mac è bellissimo perchè i tool messi a disposizione sono tra i migliori mai prodotti, ma se il futuro è un monopolio di chiusura allora il destino è segnato.
In fondo Steve dovrebbe tenere a mente che fare soldi non è lo scopo di Apple.
Lo scopo è quello di far si che gli utenti siano disposti a dare i propri soldi, non estorcerli con queste pratiche; se non se ne è accorto ora se ne accorgerà più avanti, ma alla fine qualcosa dovrà per forza succedere.
[tags]Apple e Monopolio, iPhone marketing, Chiusura piattaforma iPhone, Chiusura Piattaforma Apple[/tags]
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