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Aug 18 2007

Un nuovo martedì nero sta arrivando?

Posted by malcom.mac


Non so se state seguendo le ultime vicende sulla borsa, ma se date un’occhio ai tg ogni tanto di sicuro non avete potuto mancare quella che rischia di essere il genere di notizia che *non finisce ‘qua*.

Sto parlando della crisi dei mutui, di quella che sembra la prossima bolla che scoppierà dopo quella della new economy, e che per certi versi rischia di ricordare quel famoso Martedì nero del 1929.

La situazione è più o meno questa, ammettendo che non sono ne un esperto di borsa ne fortunatamente possessore di un mutuo qualsiasi eheheh.

Tutto nasce quando, qualche tempo fà Greenspan (presidente della Federal Reserve Americana) e il signor W.Bush hanno fatto approvare uno sgravio fiscale ad uso quasi esclusivo dei contribuenti più ricchi, ma non utile a risollevare l’economia del dopo boom new economy.

LE FINANZIARIE
Una volta fatto ciò alla FED restava poca scelta: per rispettae il proprio mandato di innalzamento di crescita ed occupazione dovevano abbassare i tassi di interesse.
Di norma un taglio di questo genere avrebbe dovuto incentivare le aziende a sottoscrivere più prestiti, indebitarsi di più e nel contempo crescere.
Considerato però che l’eccessivo investimento degli anni 90 - quelli del boom - era uno dei motivi dell’attuale recessione, questa iniziezione di ottimismo non ha aiutato le aziende (che non hanno investito molto) ma ha spinto le famiglie americane a indebitarsi sempre di più, rifinanziando i loro mutie e spendendo parte delle loro entrate.
Finchè i prezzi delle abitazioni sono aumentati e i tassi sono rimasti bassi tutto è andato bene e l’americano medio ha fatto finta di non vedere il proprio debito che nel frattempo aumentava.

A questo punto il giro ha preso il via, e per invogliare più persone ad indebitarsi (e quindi a comprare e far girare l’economia) sono stati ridotti i limiti con i quali era possibile chiedere un prestito: ecco che sono arrivati i cosidetti mutui subprime, ovvero quelli concessi a chi non avrebbe potuto perchè senza garanzie o con precedenti di insolvibilità.

Una volta che la ruota ha incominciato a girare il meccanismo non poteva essere fermato e così si è arrivati al momento in cui i pagamenti non coprivano gli interessi che erano dovuti e tutto quanto scendeva verso il rosso.

I MUTUI A TASSO VARIABILE
Nel frattempo i mutui fissi fissi sono diventati variabili con tassi che nei primi mesi di pagamento erano ridicolmente bassi; insomma un altro buon motivo per comprare ancora senza avere i soldi - e senza capire in realtà l’inghippo che c’era nascosto.
La stessa FED ha invogliato i risparmiatori ad utilizzare questo tipo di tassi ridotti, facendo orecchie da mercante al fatto che prima o poi sarebbero dovuti risalire, e qualcuno avrebbe dovuto pagare. Non tutti però hanno seguito il consiglio dell’economista e col passare del tempo si è notato che, stranamente, mentre i mutui a tasso variabile aumentavano quelli a tasso fisso restavano… immutati.

BOOM
Ma alla fine tutto è scoppiatto e, con i prezzi in calo, alcune persone hanno scoperto che i loro mutui erano più cari, molto più cari, delle abitazioni che avevano comprato. Altri ancora invece hanno scoperto che non potevano neanche più permettersi di pagarli questi mutui perchè, invogliati a spendere, avevano esaurito tutte le loro riserve economiche.
Ed ecco il crack.
Nessuno paga, i soldi non girano, il sistema capitalistico basato sulle cosidette finanziarie scoppia.

La prima conseguenza è stato un forte rallentamento nella richiesta di abitazioni; così i costrutturi, che negli anni precedenti avevano cavalcato l’onda delle richieste si sono ritrovati con immobili vuoti, e conti ai quali non potevano far fronte e che spesso e volentieri costavano di più di quanto avevano speso nella costruzione stessa.

QUELLO CHE SUCCEDE IN QUESTI GIORNI
Dando un’occhiata alla tv in questi giorni si sta assistendo a un generale rincuoramento degli animi. Orde di economisti, generati per clonazioni dalle prestigiose università mondiali, popolano tutti i rotocalchi affrettandosi a dire che tutto ormai è passato.

Ma più grande è la bugia più gente ci crederà. Le recenti iniezioni di soldi da parte della BCE - Banca Centrale Europea - e la FED statunitense, volte a sostenere le attività bancarie (ovvero a pagare quello che i clienti non riescono a ridare pagando i mutui) non riescono a far fronte all’enorme deficit che si sta accumulando piano piano.
La situazione non è molto dissimile da quello che sta succedendo in europa, generalmente portata a scimmiottare i fratelli d’oltre mare.

Ma il castello di debiti alla fine è crollato e si è scoperto che l’unica cosa - o perlomeno la più grande - che in questi anni ha sostenuto l’economia, la borsa e la rincorsa immobiliare è stata il ricorso al debito sfrenato, al debito per tutti, anche per chi si saprebbe non avrebbe potuto far fronte ai pagamenti.

E al contrario di quello che si dice l’Europa non se la passa di certo meglio degli USA. Anzi se in USA una banca dovrà aspettare diversi mesi per vedere i soldi concessi in prestito da una giovane coppia di precariati, in Europa ci vorrà almeno un anno, e in Italia anche fino a cinque.

Gli stessi comuni Italiani hanno in questi anni incentivato una gigante opera di urbanizzazione al fine di guadagnare di più con gli introiti dell’ICI. E così un aumento sfrenato delle costruzioni unito ad una politica ceca e bisbetica ed un abbassamento demografico ormai perpetrato da tempo non fanno altro che caricare ulteriori debiti sui costruttori stessi.

E se la azioni si riescono a vendere in pochi minuti, le case ci vuole parecchio di più (sperando di trovare qualcuno che possa in questi momenti acquistarle).

Le banche stesse ormai non sono solide: con i patrimoni sempre più sperperati nel giro dei finanziamenti è facile far vacillare la loro solidità; e se il sistema bancario vacilla quello industriale, legato ad esso da un vincolo ormai indissolubile, è destinato a farsi parecchio male.

Di soluzioni vere all’orizzonte sembrano non essercene; l’ipotesi pià veritierà è quella per cui andremo incontro all’implosione del sistema: perchè un conto è spendere perchè si è risparmiato denaro, altro è acquistare sapendo che dentro il portafoglio non c’è altro che il vuoto.

LA STORIA
In fondo la storia sembra si stia riptendo. Il 24 Ottobre del ‘29, appena cinque giorni prima del tracollo della borsa, in seguito alle prime ravvisaglie della vendita sfrenata sui listini, le banche nazionali intervennero alla stessa maniera per fermare l’emorragia di denaro.
Iniezioni di liquidità si chiamano.
E molti banchieri ed economisti si affrettarono a rassicurare sullo stato di buona salute dell’economia.
Il martedì successivo, il martedì nero, un crollo drammatico delle quotazioni metteva in ginocchio l’economia statunitense e mondiale.

In Europa queste iniezioni di liquidità sono ancora più alte di quelle fatte dalla FED, e sono portate avanti e dichiarate come cosa buona e giusta. Ma non è così, e se sul breve termine possono portare un rialzamento delle quotazioni, questa non è una situazione sostenibile. E’ quindi inevitabile un aumento, anche molto corposo, dell’inflazione che inciderà negativamente sull’economia.

MA COSA SIGNIFICA L’INIEZIONI DI LIQUIDITA’ DELLA BCE
La storia funziona così.
Mettiamo il caso che una banca finisca la sua giornata con un saldo deposito-prelievi negativo; dovrà quindi acquistare denaro dal circuito interbancario dove ci saranno altre banche che hanno un saldo positivo.
Da qui nasce la speculazione: le banche con conto buono hanno rivenduto denaro al tasso di 4.7% contro il 4% ufficiale. Per evitare queste speculazioni la BCE e la FED hanno *creato* soldi dal nulla e li hanno messi a disposizione di una ristretta cerchia di banche in difficoltà.
Così si preferisce dare denaro ad una ristretta cerchia di banche in difficoltà a discapito del mondo in modo tale che non si abbia una percezione immediata di quello che sta accadendo.
Invece di dare denaro alle persone in debito, che hanno un bisogno sociale primario, si preferisce sostenere il sistema bancario e quindi il creditore che ha solo finalità speculative, il qale si ritrova in difficoltà a casa della cronica insolvenza da parte dei debitori.

Spero che nessuno di voi abbia un mutuo o un debito verso una finanziaria di questo genere.

[tags]Crisi Mutui USA, Crisi Wall Street, Mutui Subprime, La crisi della borsa[/tags]

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