Cosa c’è che non va nel taglia?

Posted on the March 21st, 2007 under Mac, Programmazione by Daniele Margutti

Colgo l’occasione di una mail per fare un pò il punto di una situazione che interessa parecchie persone che utilzzano il Mac dopo anni di Windows. In realtà ho scomodato un articolo pubblicato nel 2003 da Jef Raskin, uno dei maggiori esperti nella costruzione delle interfaccie uomo-macchina e re indiscusso dell’interfaccia Mac (e che purtroppo abbiamo perso appena due anni fà).
Prima di citare l’articolo (tradotto dall’originale che trovate qui) và da se una premessa: l’interfaccia Mac è stata sempre legata al concetto di drag & drop, che al contrario di altri sistemi operativi quali Windows ad esempio, usa questa tecnica in maniera pesante. Come avrete modo di leggere sotto, l’idea di prendere e spostare è molto più vicina alla vita reale di quanto non lo sia proprio il comando “taglia”; l’idea è infatti quella di rendere l’uso del computer qualcosa che sia il meno tecnico possibile e più vicino alla vita quotidiana.

La ragione sul perchè il taglia-e-incolla sia davvero una pessima idea è quanto meno scontata: non è possibile infatti vedere quello che si è tagliato; esso è infatti “nascosto” all’utente (ndr. il fatto che poi su windows sia semitrasparente non è una giustificazione, una volta chiusa la cartella per qualsiasi motivo, a meno che non ricordiate quello che avete fatto, non c’è modo di ritrovare il file oggetto) in quello che i tecnici chiamano il buffer, ovvero un contenitore temporaneo, dove può essere facilmente dimenticato. Un numero di azioni, come chiudere un documento o fare un altro taglia, porterebbero ad una discontinuità nell’azione; inoltre c’è un lasso di tempo tra il taglia e l’incolla durante il quale l’utente deve fare una ricerca visuale di dove spostare il file e certo non si tratta della cosa più naturale possibile.
Uno psicologo cognitivo potrebbe inoltre addurre un’altra motivazione a questo problema: tutte le attività mentali e fisiche chiedono tipicamente più tempo di quanto la memoria a breve termine (usata dal cervello per mantenere l’informazione sul comando taglia) può mantenere: in questo modo è anche facile perdere “il ricordo” di aver fatto un taglia da qualche parte.

Come abbiamo detto il comando “sposta” è invece molto più naturale: si fa una selezione che persiste (e quindi rimane visibile) mentre si muove il cursore nella posizione finale. Inoltre lo spostamento non richiede più azioni del taglia portando come una maggior consapevolezza e sicurezza nelle azioni dell’utente che non perde di vista quello che sta facendo ne si perde il file che vuole spostare se inizia a fare altro; in realtà l’unica “comodità” del taglia è il fatto che esso è usato sul sistema operativo più famoso al mondo e una volta forzata la mente ad un certo stile è quanto mai ovvio che essa si ritrovi disorientata anche per tornare a un concetto più familiare come il drag&drop.

Il sito di Jef Raskin e la sua fondazione, nonchè il famoso documento The Human Interface Environment potranno chiarirvi idee su parecchie altre cose. Il bello di Mac OS è l’essere naturale da usare, un OS dove ogni cosa fatta, da come sono disegnate le icone a come sono creati i pulsanti, è stata pensata specificatamente (cosa che comunque si è andata un pò perdendo con le ultime release di Mac OS X e che speriamo torni prepotentemente con l’arrivo delle nuove HIG di Leopard).

[tags]Taglia nel Finder, Copia Taglia Mac OS X[/tags]

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3 Responses to 'Cosa c’è che non va nel taglia?'

  1. March 23, 2007 at 11:28 am
    gioia fin
  2. March 27, 2007 at 2:53 am
    Highlander
  3. June 7, 2007 at 8:31 pm
    Gabriele

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