Voglia matta di una Vista
Le dichiarazioni sono poi state riportate in altri articoli tipo questo o questo. Il concetto è poi stato ripreso in qualche modo anche da Steve Jobs, vuoi perchè la cosa effettivamente ha un senso, vuoi per tornaconto anche di Apple che sembra non tenerci molto ad essere accusata di avere un modello di business musicale troppo chiuso (anche se la scelta di non rendere proprio libero l’ecosistema iPod non è stata imposta dall’alto).
Due giorni fà, esattamente il 13 febbraio, un Robbie Bach non qualunque (trattasi del presidente della Sezione Enterainment and Devices di Microsoft), in una intervista della CNET (la branca tech di CNN) ha toccato lo stesso genere di argomenti e riguardo la lettera aperta di Apple ha detto:
“Il lavoro di MS è quello di fornire gli strumenti e la tecnologia richiesti direttamente dagli operatori partner e anche dalle società partner che si occupano di media e contenuti. Finché le compagnie e i consumatori chiederanno i Drm MS farà tutto il possibile per implementarli e renderli operativi nel miglior modo possibile”
Nulla di strano nelle due dichiarazioni di Microsoft; una viene dal presidente che di certo non deve (per forza) entrare nell’ambito tecnico della cosa (Gates ha preso un pò la cosa alla larga puntando l’indice e sbattendo i piedi; un commento tecnico avrebbe messo in cattiva luce la nuova creatura), l’altra è di un manager a diretto contatto con la faccenda. E’ simpatico notare come Bach tiri in mezzo anche gli utenti affermando che i DRM saranno sviluppati nella maniera migliore possibile “finchè le compagnie e i consumatori” lo chiederanno.
Una cosa del tipo “venderemo scarponi per tirare calci nelle palle finchè le persone le chiederanno”; beh magari a qualcuno piacciono i calci nelle palle ma non è una fetta così grande della popolazione (spero)… Bach termina con “Così vedrete Microsoft continuare a realizzare grandi cose sui DRM, perché siamo convinti che faranno parte dello scenario futuro”.
E non ha poi tutti i torti, anzi nel Windows Vista che ho visto oggi riconcorrere all’università da gente che col computer dovrebbe lavorarci (che il computer studia, che un minimo di informazione, che un pò di cervello dovrebbe usarlo anche fuori dalle sedi di esami) c’è proprio tutto quello che Bach ha detto.
Straccia i maroni. Ma li straccia, come siamo abituati, senza fare troppo casino, smorzando i toni, alterando e omettendo frasi che potrebbero non essere molto utili a far vendere.
Fortuna che l’interfaccia 3D, principale motore di spinta (per cui in una giornata di pioggia in uno stand appena all’ingresso dell’università degli idioti si accalcavano reclamando roba che non conoscono ma-che-è-gratis!) riesce a tirar acqua al mulino. Se avete tempo da dedicare alla faccenda provate a dare un’occhiata all’ottimo servizio del Quotidiano alla TSI segnalato da Paolo Attivissimo (versione ADSL) e a questa serie di video prodotti dalla BBC. Tra questi c’è anche la presentazione dell’installazione di Vista, che ha richiesto 2 ore e cinque riavvii della macchina.
E vabè pazienza fosse solo quello il problema non ci sarebbe da blaterare poi troppo. Anche Repubblica in qualche modo (e mi stupisco che per una volta anche loro abbiano scritto roba decente e senza troppe distorsioni, al contrario della marketta fatta tempo fa sul Sole24 Ore, giornale da cui mi aspettavo maggiore autorevolezza) ha messo in chiaro zone che per molti sono oscure.
Certo sicuramente crakkeranno anche quello ma non è questo il punto, non è che se invece di due calci te ne danno uno nei maroni il dolore non c’è… (riporto quindi lo stralcio di articolo)
“Il nuovo sistema di Microsoft conterrà un set di tecnologie chiamate Output Protection Management, che, attraverso un complesso meccanismo di verifiche, possono inibire del tutto o peggiorare la qualità dei contenti audio e video riprodotti sul sistema. Se, ad esempio, si cerca di registrare attraverso il Media Center di Vista un contenuto ad alta definizione protetto, il sistema potrebbe inibire del tutto la riproduzione del contenuto o eseguire un cosiddetto downscaling, ossia riprodurre il contenuto a definizione standard. Ma c’è dell’altro. Vista esegue anche una verifica sull’hardware con cui è equipaggiato il PC, dalle schede grafiche ai monitor: se uno solo di essi non rispettase [sic] gli standard di protezione richiesti dalle major e implementati in Vista, oppure risultasse manomesso o modificato, il contenuto non sarà riprodotto come desiderato, anche se del tutto originale.”
Poi c’è chi dice che questa sarà la tomba per Microsoft, ma non ci credo; dietro a parte Apple che lavora (comunque sempre meno e non è chiaro cosa succederà più avanti sebbene molte tattiche prenderenno a volare proprio in questo anno) ancora in una nicchia la non coesione di Linux non aiuta di certo i passi avanti verso la cessazione del monopolio di Redmond.
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