Pensieri a suon di musica

Insomma ieri, dopo aver dato la mia classica dose di neuroni alla programmazione decido di farmi un giro per la rete. E le novità sono sempre in agguato e c'è sempre da stupirsi. Questa volta mi stupisco quando scopro che Jobs sembra esser sceso tra noi mortali per diventare un blogger (qui l'originale). Un blogger in sola lettura per la verità. Ed ecco, in verità non è un vero blog... è un pò una di quelle lettere a metà tra le scuse e l'incitazione politica che riescono ad arrivare sempre nei momenti giusti.
Non è che lui ti risponde e di certo non c'è modo di commentare... ma pensate davvero che Dio sarebbe stato così democratico da farvi commentare la creazione o la cacciata degli ebrei? Suvvia, Mosè c'avrebbe avuto parecchio da ridire.
Ci sa fare il ragazzo (Jobs non Mosè)... e d'altro canto chi lo mette in dubbio: caccia la polvere sotto il tappeto e parlandoci con parole abbastanza semplici ci rincuora che, no Apple non è il diavolo dei DRM, a noi manco ci piacciono ste protezioni, è solo che ce lo impongono quei cattivoni delle case discografiche.
Non che il dito puntato non se lo meritino (proprio oggi un nuovo articolo grondava di lacrime di discografici che ormai venderebbero i propri generi in cambio di un cd originale... un nuovo popolo messo alla prova? attraverseranno il deserto anche loro? e cosa farà il presidente della RIAA? di sicuro non master...moltiplicherà i cd e i pesci.... noooo,no il popolo ebraico si sentirebbe offeso per certi paragoni, a buon ragione), ma sembra fin troppo scontato e semplicistico scaricare tutta la colpa da una parte per poi tornare nella beata gloria.

Ma Jobs poi lo usa l'iPod? Magari con un dollaro al mese non se lo può neanche comprare (o certo ora con la storia delle Stock-Options magari un centone l'ha messo su per lo shuffle) e allora di sicuro non sà che tirar fuori la propria musica da quel coso è ufficialmente impossibile (o certo i programmi ci sono, ma qua i più mac_etici dovrebbero storcere il naso...non è certo una cosa "alla Mac")... e questo al di là del fatto che sia stata legalmente acquistata. Un computer, un iPod. E questo ti lascerai bastare, disse Steve.

Intanto quella bella lettera (belle si, è davvero ben fatta ve l'ho detto che è un gran blogger) arriva in un momento leggermente sospetto... parecchi paesi europei si sono dimostrati atei e le palle incominciano a frullare. Come dire che, rompere i coglioni a chi ti porta la pappa non deve essere una gran idea. FairPlay viene messo alla gogna (e per quanto un DRM in se lo meriti, certo come colpevole non è sicuramente il peggiore in giro) e lo store dato alle fiamme (è retorica, mi piace molto estremizzare)...

Comunque indipendentemente dai motivi che possono aver portato Steve Jobs a scrivere una lettera di questo tipo, le argomentazioni che vi si trovano esposte non sono senza senso. Anzi c'è parecchio buon senso e ragione (d'altro canto sono idee che girano da tempo per il web). Il CEO di Apple infatti fa notare come nonostante tutto la maggior parte della musica venduta livello globale sia per oltre il 90% non soggetta ad alcun tipo di DRM. Non esistono infatti per i brani contenuti nei CD le limitazioni imposte a quelli venduti on-line (ah ecco se escludiamo le 'retate' di Sony).
C'è poi chi dice che in realtà Jobs dimentica che i brani scaricati con DRM dal proprio store non sono interoperabili con altri player.... La giustificazione è quella che trasferendo queste informazioni verso altre società presto la protezione perderebbe di significato azzerando l'opportunità di Apple di avere i contenuti. Spiegazione condivisibile e plausibile, quindi niente da fare, si riparte dal via...
La lettera poi continua affermando che senza preventivi accordi sul DRM nessuna etichetta discografica avrebbe accettato. E in fin dei conti è vero. I bla bla continuano in diversi paragrafi che oscillano tra demagogia (Bill addinittura s'incazza ma dei suoi DRM incastrati tra Zune e Vista sembra dimenticarsene) e buon senso ma in fondo la lettera coglie nel segno e non si può dire certo che ci siano dei punti sbagliati. D'altronde lo stesso FairPlay non è un DRM così restrittivo come altri (es quello di ms) e sicuramente meglio uno store ricco di file-drm che uno store vuoto.

E' anche vero che la soluzione non dovrebbe venire da Jobs (per quanto le uniche critiche alla lettera riguardano soltanto eventuali pressioni che Steve avrebbe potuto fare verso i discografici... ma immagino che anche se ci fossero state non avrebbero sortito alcun effetto) quanto più dalle case discografiche; la strada in qualche modo sta per essere tracciata e forse proprio questo anno potrebbe portare una svolta nella distrubuzione dei contenuti.

Dove voglio alla fine andare a parare? Bah da nessuna parte, Jobs non dice niente di nuovo e sebbene la lettera sia totalmente condivisibile il fatto che sia partita proprio in giorni difficili per la Apple musicale lascia un pò l'amaro in bocca. La mossa ora sta alle Major che il lucchetto ce lo vorrebbero mettere anche in bocca per non farci fischiettare qualche cazzo di motivo coperto da copyright.

[tags]Thoughts on Music, DRM, Apple FairPlay, DRM Major, Steve Jobs on DRM, Music DRM[/tags]

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