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Dec 22 2006

2007 Apple nel multimedia tra tv e p2p

Posted by malcom.mac

Il 21 dicembre di 10 anni fà Gil Amelio, ex presidente di Apple, in una lettera aperta dava l’annuncio dell’acquisizione di NeXT. “La nostra passione per l’innovazione non è mai finita” è un passaggio del comunicato con il quale Amelio, dopo aver riportato fuori dal baratro un azienda che di grande aveva parecchi debiti, l’aveva di nuovo consegnata nel “grembo materno”.

Oggi Apple gode di un’ottima reputazione ed è in grado di far parlare di se ancor prima che uno dei suoi dirigenti apra bocca (ultimi rumors). L’iPhone alla fine è uscito e che Dio ce la scampi, fortunatamente non è di Apple. Non fraintendetemi, il mezzosangue player più cellulare sicuramente ci sarà (la convergenza delle due piattaforme è un passo obbligato), ma almeno non avrà un nome tanto scontato quanto orrido (ora c’è chi tira fuori il nome iCall che di per se è anche peggio).

Se in questo anno Apple è riuscita a farsi i muscoli, nel 2007 inizieremo a vedere una società che corre: i progetti in corso sono diversi e se ci contiamo anche i rumors un minimo attendibili abbiamo un minestrone di delizie che ci attende.
Proviamo per ora a fare il punto della situazione inziando con questo primo post su:

iTunes Store
L’iTunes Store a dispetto degli articoli apparsi qualche giorno fà sui quotidiani in rete e alcuni blog sembra viaggiare ancora a ritmi impressionanti.
Il market share è al 90% ma vale la pena sottolineare che solo il 6% dei contenuti sono pellicole cinematografiche. La cosa non mi sorprende più di tanto visto i prezzi applicati. Qui sotto c’è una videoteca, 4 ore 1,80 euro. Certo devo scendere giù (e qui se siete pigri o fà freddo la cosa è dura) ma la mia fatica non vale certo quei 7/8 euro di differenza (in generale tuttavia si stima che nel mercato “aperto” di internet i film rappresentino appena il 5%, il resto è per lo più porno. Niente da dire sul porno, ma credo che la quota delle pellicole qui sia più alta).
Diversa la situazione per gli spettacoli TV (immagino siano comprese le serie) che raggiungono il picco del 62%.

Tuttavia per ora Apple continua a correre da sola. Difficile contare società che da sole non arrivano neanche al 3% del mercato.
In questo senso è probabile che la vera battaglia per Apple debba ancora venire, e si chiamerà P2P. Azureus ha da poco tolto il velo alla nuova faccia commerciale, Zudeo. Video e Film in HD in accordo con le major e in più la possibilità di postare i propri contenuti.

Ma se Azureus porta il classico download nei territori dei torrent, di più fa il Venice Project di cui sono autori gli siluppatori di Skype, Kanus Friss e Niklas Zennstrom.
Alla domanda di rito su cosa diavolo si possa nascondere dietro quel nome i due giovani hanno risposto:

È semplice, veramente, stiamo cercando di mettere insieme il meglio della televisione con il meglio di Internet. Pensiamo che la TV sia uno dei più potenti e coinvolgenti mass media di tutti i tempi. La gente ama la TV, ma allo stesso tempo la odia. Si amano le storie appassionanti (a volte), la ricchezza, la qualità. Ma si odia la linearità, la mancanza di scelta, l’assenza di servizi basilari come la possibilità di ricerca.
Completamente assenti sono tutti i servizi a cui ci siamo abituati su Internet: tagging, recommendations, scelta e così via. La TV è 507 canali con niente sopra, e noi vogliamo cambiare tutto questo!

L’idea, lo ammetto, è stupida quanto grandiosa (e anche questo ahimè non mi stupisce). Basato sulla tecnologia XULRunner usata anche da Mozilla Foundation, il programma sarà disponibile per tutte le piattaforme e con un numero virtualmente infinito di canali.
Lo schermo viene elevato a una sorta di camera interattiva dove poter comunicare con altre persone che guardano insieme a noi in streaming il canale (ogni peer è fruitore e distributore come nella normale esperienza del P2P).
L’idea è quella di ricavare soldi da adversting dei canali e contemporaneamente stringere accordi con i distribuitori senza essere costretti a passare per le solite vie.

Fin qui la sfida con Apple potrebbe anche non assumere uno scontro diretto. La televisione via internet può uscire dal suo stato larvale soltanto se, sedendoci sul divano con un telecomando in mano potremmo gustarci lo spettacolo in maniera del tutto trasparente.
Il team di Venice in questo senso ha in progetto anche la distribuzione di un box interattivo, e da qui inizia lo scontro con Apple (ad ogni modo, vale la pena ricordarlo, almeno Venice Project non è specificatamente strutturato per la distribuzione di contenuti in diretta).
iTV è stato annunciato quasi a mezza bocca, doveva esserlo per forza di cose, e per ora si sà ancora poco. Nei mesi passati tuttavia abbiamo visto un intensificarsi dei rapporti con Google (casualmente è nato tutto dopo l’arrivo del CEO di Mountain View nel CDA di Apple) ed facile fantasticare un accordo che preveda un’entrata di Google (e relativi adware) nel campo della distribuzione dei contenuti (la stessa Microsoft non nasconde il suo interesse nell’home video, e probabilmente le operazioni sfrutteranno il ponte XBox360).
Quindi a darsi battaglia ci saranno almeno 3 tecnologie e 4 aziende . Se il mondo del gaming sta cambianto, anche quello della distribuzione dei contenuti verrà delinearsi le parti durante il corso del prossimo anno.

In questo scontro tuttavia è necessario anche metterci dentro i telecom operator. Per loro il P2P rappresenta una doppia minaccia: non solo può scardinare le barriere del multicast e della nettv, ma con l’alta richiesta di banda può saturare facilmente le linee.
Ad oggi se una telecom operator vuole ostacolare una particolare piattaforma, può ancora farlo.

[tags]P2P, IPTV, Apple iTV, Venice Project, iTunes Store, Zudeo, TV via Internet[/tags]

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