MySpace origini e futuro del social networking

Posted on the October 16th, 2006 under Blog Cafe, News by Daniele Margutti

Prendo spunto da un commento alla notizia di Google e YouTube per sparlare un pò di MySpace. Il commento è:

forse malcolm te mi puoi spiegare perchè un sito, fatto MALE, che funziona MALE, con una grafica degna di un tecnico esiliato dalla microsoft che lavorava sulla GUI, come caxxo ha fatto myspace.com a difondersi cosi come un famoso retro virus?

A mio modo di vedere ci sono diversi punti che hanno decreato il successo di MySpace (e che, come per YouTube, ne hanno fatto lievitare il prezzo in modo apparentemente ingiustificato):

Innanzitutto MySpace è partito concentrandosi su una specifica nicchia; si trattava di appassionati di un certo tipo di musica (ma qui mi fermo, sto incominciando a dimenticarmi anche le note figuriamoci gli stili) in California. Un pò come l’iPod ma per motivi diversi si è preferito non puntare su larga scala ma limitare il campo per formarsi un core saldo.
Il successo vero tuttavia non è solo nato grazie alla musica ma soprattuto grazie al viral maketing (dal nome piuttosto evocativo al passaparola).

L’idea di MySpace è quella di sfruttare due enormi interessi del popolo della rete: la musica e gli incontri; MySpace è principalmente utilizzato dalle band, siano essi piccoli gruppi di provincia o gruppi di fama internazionale. In questi siti è possibile ascoltare gratis i pezzi e vedere i video. A questa sorta di blog multimediale e altamente personalizzabile (in effetti lo stile di MySpace come portale è abbastanza scarno ma questo di suo permette di far concentrare l’utente su quello che è lo stile del gruppo - che ovviamente si riflette anche sullo stile delle pagine) MySpace aggiunge dei meccanismi di interazioni tra gli utenti che permettono di avere un modo facile (e a costi marketing nulli) per comunicare.
Il portale non ha contenuti. E’ un grande scatolone dove chi lavora sono gli utenti; come per YouTube non ci sono ne tecnologie ne progetti chiave dietro. Entrambi si reggono sugli utenti e niente più.

Ci sono poi i meccanismi virali per cui MySpace si presta moltissimo al passaparola: chi usa il portale tende a suggerirne anche agli amici l’utilizzo, soprattutto in ambito musicale. In questo modo, i costi di markenting si azzerano.

MySpace è brutto e su questo non ci piove. Abbiamo già detto perchè. Quello che non abbiamo detto è che di contro è altamente pratico: i responsabili sono molto attenti e ricettivi sui consigli degli utenti e capita spesso che le richieste di funzionalità vengano soddisfatte in brevi periodi. Inoltre si è generato un grande indotto per cui ci sono webmaster che producono “estensioni” da inserire nelle proprie pagine di myspace.

Tuttavia benchè Google abbia pagato 900 milioni di dollari per gli AdSense sul portale, il problema più grosso rimane il pubblico che per certi versi è molto restio a seguire la pubblicità.
Il lato negativo quindi è che i teenager sono anche il target meno sensibile ai messaggi pubblicitari tradizionali, ma chissà che la politica meno invasiva e più personalizzata degli AdSense non premi Mountain View.Avere un pubblico profilao per età, sesso, gusti rappresenta un valore aggiunto molto importante per ogni marker.

L’orientamento strategico attuato è ben rispecchiato dall’eloquente frase “Marketing to kids where they live”, ovvero attirare i giovani consumatori nei luoghi dove è più facile trovarli.
MySpace si è trasformato quindi in una sorta di scatola in internet dove partecipano anche le società: Burger King, la nota catena di fast-food americana ha la propria pagina su myspace dove il padrone The King fa sfoggio del suo regno. L’operazione sembra aver funzionato visto che a tutt’oggi The King ha almeno 200,000 amici (và comunque detto che registrandosi è possibile scaricare anche episodi di note serial tv come 24 o American Dad).
A questo proposito vale la pena notare come la presenza di The King all’interno di Myspace sia replicata in altri spazi nei modi più disparati. C’è ad esempio un blog del personaggio con video, fotomontaggi ed altro materiale dove un finto The King viaggia tra i vari concorrenti per mostrargli il dito medio.

Possiamo definire MySpace come una sorta di enorme portale di blog realmente interattivo. Quello che lo differenzia dal resto è il fatto di non far considerare l’utente un goccia nell’oceano; questo grazie ai meccanismi di amicizie (tuttavia si tratta di un risultato apparente.

Quello che Google ha capito soltanto di recente è la possibile espansione del social networking dove i blog sono strettamente correlati tra di loro e dove non sembra d’essere soltanto un punto isolato ma una rete di amicizie. Se è vero che internet è la comunicazione del futuro, probabilmente parecchi stereotipi come l’uomo triste che conosce la compagna su internet andrà crollando nei prossimi tempi.

E poi c’è SkyLife, il myspace all’italiana. A prima vista potrebbe sembrare un posizionamento sul web di Sky: in effetti sul sito è possibile seguire i notiziari ed altre clip di Sky. In realtà è molto di più, è il tentativo di News Corporation di sbarcare in italia. Sky Life contiene una comunità, rivolta soprattuto agli abbonati Sky, ma anche ai potenziali abbonati, il tutto sviluppato come un social networking. Appena registrati si avrà modo di creare una propria pagina, un proprio profilo e iniziare a farsi amici. Uno già c’è, si chiama Gabriele (un pò l’alter ego di Tom se non fosse che il povero Gabriele ne ha solo 500 mentre Tom ormai supera i 103 milioni).
Tra gli amici in SkyLife ci sono anche alcuni presentatori di trasmissione Sky.
Nei prossimi mesi Sky Life darà modo ai propri utenti di aprire un club e un proprio forum dove invitare amici e discutere online, un pò come MySpace appunto o Windows Live.
Sky Life al momento punta a raccogliere nuovi abbonati utilizzando proprio la stessa forma virale di marketing che è il successo di MySpace. In Inghilterra SKY ha addinittura iniziato a vendere ADSL ai propri clienti con fortissimi sconti. Da qui si capisce l’interesse di NewsCorp in Telecom o comunque in un altro provider capace di replicare la stessa situazione.

[tags]Sky, SkyLife, MySpace, Successo MySpace, ADSL Sky, Social Networking[/tags]

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